mercoledì 26 ottobre 2011

Facebook e le vite degli altri

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Da mesi sto ragionando sull’uso dei social network, sui pro e sui contro, sugli innegabili vantaggi e le altrettanto certe scocciature di Facebook.
Da mesi (qualcuno lo avrà notato) sto trascurando questo blog, mentre su FB ci vado tutti i giorni. Leggo messaggi, commenti, notizie. Ascolto musica, guardo video giudicati interessanti da persone che giudico interessanti: ottimo metodo per ottenere una prima scrematura tra le mille e mille offerte del web.
È un po’ come essere al bar, ascoltare le chiacchiere, leggere il giornale lasciato su un tavolino, mettere una canzone del jukebox…
Alcuni obbiettano che FB è il ritrovo dei pettegoli, quelli che ficcano il naso nelle vite altrui. Io invece penso che sia sufficiente ricordarsi che ciò che si scrive in bacheca può essere potenzialmente letto da tutti i propri contatti… insomma siamo noi a decidere quanto gli altri possono ficcare il naso negli affari nostri, giusto? Ad esempio io ho scritto poco o niente sul mio profilo, nessuno dei miei “amici” sa quando compio gli anni, a meno che non sia un mio amico anche fuori dal web. Stessa cosa dicasi per la mia “situazione sentimentale”.
Tuttavia in questi giorni mi è capitata una cosa particolare, che, secondo me, merita un’ulteriore riflessione: ho un contatto su Facebook, chiamiamola “amicizia”, come da gergo comune, che in realtà non conosco affatto. Una signora che mi ha “chiesto l’amicizia” solo perché abbiamo lo stesso cognome. Lei abita all’estero, figlia di italiani emigrati, e come spesso accade, queste persone hanno un’immagine idealizzata del proprio Paese d’origine e cercano di riprendere contatto con le loro lontane radici. Io per lei rappresento quindi un legame, per quanto sottile, con l’Italia e con una famiglia lontana, sconosciuta e vagheggiata… nient’altro. Non conosco il suo indirizzo, né il numero di telefono, non so se abbia dei parenti, dei fratelli, non so chi siano i suoi vicini di casa. Non so che lavoro faccia.
Conosco la sua età, la data del compleanno, so qual è la sua squadra del cuore e so che ha due gatti… ma queste informazioni non aiutano molto, in determinate circostanze, perché “X” (ometto il suo nome per motivi di privacy, ma anche per scaramanzia), una mattina ha scritto sulla sua bacheca di volersi suicidare. Ha salutato gli “amici”, informandoli di voler portare i suoi gatti con sé, nella morte, perché è stata sfrattata di casa e non ha trovato nessuno a cui lasciarli.
Ha scritto tutto questo in un’altra lingua, che io conosco appena, e che con le abbreviazioni tipiche di internet capisco ancora meno, ma il messaggio era chiaro.
Tra l’altro a me lei ha mandato anche un messaggio privato, in cui mi diceva addio, ringraziandomi per essere sua amica (!) e poco dopo sono stata contattata anche da un’altra persona, un altro amico che aveva ricevuto da lei un sms simile, che mi chiedeva se avevo sue notizie (leggendo lo stesso cognome ha pensato fossimo sorelle).
Non sapevo che pensare… era una vera richiesta di aiuto oppure un modo melodrammatico di attirare l’attenzione? Particolare inquietante, un paio di giorni prima era apparsa sulla sua bacheca la foto dei suoi gatti: “X” cercava davvero qualcuno che se ne potesse occupare.
Ho passato tutta la sera scrivendo messaggi sulla sua bacheca, chiedendo se qualcuno degli altri suoi “amici” sapesse qualcosa di lei. Di quelli che mi hanno risposto (cinque o sei persone al massimo), due scrivevano da un altro continente e altri tre affermavano di non conoscere il suo indirizzo preciso. Tutti aspettavano con apprensione che si facesse viva lei, uno solo ha proposto di avvertire la polizia …
Certo, ho pensato, se gli “amici” di “X” sono tutti di questo genere, posso anche capire la sua disperazione… è bello conoscere gente da tutto il mondo, ma quando stai male o sei nei guai, è del vicino di casa che hai bisogno…
Che volete che vi dica? È stata sicuramente una situazione inquietante, che fortunatamente si è risolta in una bolla di sapone, almeno per il momento… è successo ciò che speravo, “X” si è collegata a FB tramite cellulare, ha letto i messaggi dei suoi amici e si è fatta coraggio, anche se dubito che i suoi problemi siano stati risolti. Quel che è certo è che non mi sono sentita in colpa per aver messo il naso nella vita di un’altra persona, anche se, forse, mi sono preoccupata per niente.
Forse dovremmo farlo di più, invece, e più spesso, non con l’atteggiamento del pettegolezzo malevolo o impiccione, ma con quello di chi si sente davvero coinvolto nella vita degli altri. Forse si potrebbe cominciare via Internet e poi prendere il coraggio per guardare in faccia e interagire anche con il vicino di casa, con il cugino, con la commessa del supermercato… e ricostruire insieme, almeno un pezzettino di questa società che non c’è.

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lunedì 10 ottobre 2011

La scuola uccide la creatività?

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Le scuole (intese come "sistema scolastico") uccidono la creatività? "Do schools kill creativity?"





Sir Ken Robinson ne parla in questo video in modo illuminante. Trovate la seconda parte del video su Youtube. Vale davvero la pena di guardarlo, se siete insegnanti, genitori, o semplicemente persone che ancora non sanno perchè la scuola non gli è mai andata giù...
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Perchè ai ragazzi non piace andare a scuola?

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Da vedere. Per genitori, insegnanti e... beh, anche per alunni. Qualche "parolona" non la capirete, ma non vi preoccupate. Cercate di cogliere il succo del discorso.





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giovedì 6 ottobre 2011

Steve Jobs e il corso di calligrafia

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Ho iniziato a piangere guardando questo video, dal momento in cui lui ha iniziato a raccontare di aver frequentato il corso di calligrafia... e di come questa cosa lo abbia ispirato, dieci anni dopo, a creare un personal computer in grado di creare testi con una grafica elegante. E non ho più smesso, fino alla fine.
L'arte e la scienza non sono slegate. L'ho sempre pensato. Lo credevano già gli antichi greci, quando progettarono il Partenone.
Quest'uomo ha concretizzato un'idea antichissima in tempi moderni, permettendo a milioni di persone di usufruirne, me compresa.




Grazie, Steve Jobs.

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venerdì 30 settembre 2011

Il pensiero

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Il linguaggio è il vaso in cui il pensiero prende forma.

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martedì 27 settembre 2011

BATTITI (poesia di Caterina)

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(immagine dal web)


__E ci sono le stelle

Le stelle nel cielo...

E ci sono i pesci

I pesci nel mare....



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Ci sono parole

Parole nel vento...



E battiti di un cuore

Che danno ritmo al mondo...



Battiti di mondo __

(Caterina Franco - 2011)
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sabato 17 settembre 2011

Chiedo scusa...

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Deserto (L), tecnica mista su tavola, Mara Bagatella 2011

Chiedo scusa ai miei lettori fissi, anche se so che sono pochi, per non essermi più fatta viva da tanto tempo. Come avevo promesso, ho ripreso a dipingere, e, finchè c'è l'ispirazione, cerco di non mollare.
Scrivere mi piace, ma ultimamente non ho idee, mentre per quanto riguarda le immagini ne ho un paio... e realizzarle non è così immediato: bisogna procurarsi il materiale, dare l'imprimitura (sarebbe il "fondo" della tela o del legno) una, due volte, aspettare che asciughi, disegnare i bozzetti, fare prove, dare la colla, dare il colore, aspettare che asciughi di nuovo... ci vuole molto tempo.
Però è tanto bello.
Vivrei di questo, se potessi... ma mi accontento del sabato sera.
Mi è tanto mancata, la pittura, tanto che, per riempire il "vuoto creativo", avevo aperto questo blog. Negli ultimi mesi ho anche pensato di chiuderlo, ma mi torna utile per le lezioni di storia dell'arte a distanza, quindi ho deciso di non farlo, anche se lo userò molto ma molto meno di prima.
E poi non si sa mai... magari una poesia, di tanto in tanto, potrei ancora pubblicarla, mia o di Caterina, o di qualche altra persona, chissà.
Un abbraccio a tutte le persone meravigliose che ho conosciuto attraverso questo mezzo.
Ogni tanto ci sentiremo ancora, non vi preoccupate... e un saluto anche a chi passa per di qua solo per caso, e si accomoda per un po' nella casa sulle zampe di gallina...

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domenica 7 agosto 2011

Promesse

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Cerco sempre, per quanto mi è possibile, di mantenere le promesse. Non è una cosa facile, e qualche volta mi viene pure il dubbio che non valga la pena sforzarsi tanto. Mi è capitato pure di combinare guai, pur di mantenere una promessa fatta a qualcuno, e poi anche di sentirmi rinfacciare che lo faccio solo per me stessa, per non sentirmi in colpa, per mantenere una certa immagine... e chissà per che cos'altro.
Magari è anche vero.
Ormai sembra essere diventata una cosa così poco importante... anzi, pure dannosa! A volte mi pare di vivere in un mondo al contrario, un mondo capovolto.
Beh, non importa, io voglio continuare a mantenere le promesse, se posso, specialmente quelle fatte a me stessa.
Mi ero ripromessa di riprendere a dipingere, e lo sto facendo, tanto che sono riuscita ad inserire in questo video un lavoro finito la settimana scorsa. E sono contenta, contenta di passare queste giornate afose chiusa nel mio studio, piuttosto che in qualche bella località di villeggiatura. Perchè le vacanze dovrebbero servire a soddisfare bisogni ai quali non abbiamo tempo da dedicare durante il resto dell'anno, e dipingere è un bisogno, per me.
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giovedì 21 luglio 2011

Xera

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Mentre si dipinge è importante la musica, per me... qualche volta mi piace anche stare in silenzio, ma più spesso cerco di isolarmi dal mondo con l'aiuto di suoni che mi creino una cortina protettiva attorno.
Ho trovato questo gruppo musicale, Xera, mentre cercavo musica "free" da mettere come sottofondo ad un video che voglio creare con le foto di alcune mie opere grafiche. Li trovo fantastici, la loro musica descrive esattamente come mi sento in questo periodo.
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martedì 12 luglio 2011

Devo, devo, devo...

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Rimettermi a dipingere!
Mi sto molto divertendo, ora che ho imparato, a fare video come questo. Ma mi sono tristemente resa conto che i miei quadri più belli risalgono a più di un decennio fa. Dove è finita la mia ispirazione artistica? Risucchiata, come la maggior parte delle mie energie, dall'insegnamento... e per fortuna che il mio lavoro mi piace... però mi manca la pittura, devo organizzarmi, dedicarle più tempo. Le cose più recenti che ho fatto sono più che altro opere grafiche, di piccolo formato, mentre i quadri che compaiono su questo video sono piuttosto grandi, e, ve lo assicuro, dal vero sono mooolto più belli!
Ne farò degli altri. Promesso...



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domenica 3 luglio 2011

Il miglior travestimento

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(Nudo seduto, Egon Schiele, 1910)

Ieri sera sono andata al cinema. Il film era questo, ed è iniziato, come spesso accade, con una schermata nera, sulla quale è apparso un testo, una citazione non mi ricordo di chi.
Non ricordo nemmeno le parole esatte, che sono apparse per pochi secondi. Però il concetto era questo: la verità non viene creduta da nessuno, ed essere nudi è il miglior travestimento che ci si possa mettere.
Quanto è vero! L'ho sempre creduto...
Ho sorriso tra me, nel buio del cinema, pensando a quante volte, dicendo la verità mi sono sentita ignorata.
Succede che proprio chi mi chiede di aprirgli il cuore, quando poi lo faccio non se ne accorge nemmeno.
Chissà perchè.
Forse la gente si aspetta qualcosa di eclatante, o magari di essere avvertita prima.
Tipo con uno squillo di tromba, un sipario rosso che si alza? Una sigla di inizio trasmissioni?
Non è così... mostrare l'anima è qualcosa di molto più quotidiano e banale di quanto si creda. Sono brevi parentesi che si aprono e si chiudono subito, silenzi improvvisi al passaggio di una canzone, una lacrima che rotola da una guancia nel bel mezzo di una conversazione allegra.
Il diavolo sta nei dettagli, si sa.
E lui lo sa bene come ci si nasconde. Là, dove nessuno ci bada.
Mentire è per i dilettanti...
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lunedì 20 giugno 2011

Dente del giudizio

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Mi sento strana. Davvero. Fra poco compio 40 anni e ho un dente che cresce. Avere qualcosa di sè che cresce a quest'età (che non sia il giro vita), è un fatto davvero inaspettato. Mi fa pensare che ho ancora un sacco di cose da fare, da imparare. Mi fa pensare che, forse, non sono ancora adulta del tutto...

Ad ogni modo, caspita che fastidio!!!

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martedì 14 giugno 2011

Grazie Grazie Grazie Grazie

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Grazie a chi ha volantinato, a chi ha attaccato i manifesti, a chi è andato a riattaccarli di nuovo dopo il temporale che li aveva scollati dalle bacheche. Grazie a chi ha discusso con amici e parenti, con colleghi riottosi e con i clienti nel proprio negozio, che non sapevano nemmeno che c’erano i referendum, perchè qua si sa soltanto quello che la TV dice almeno quindici volte al giorno.

Grazie a chi è andato alle riunioni, a chi si è messo in rete con altre associazioni, a chi con umiltà si è messo in ascolto di persone che non conosceva nemmeno. Grazie a chi ha passato domeniche pomeriggio a scrivere cartelloni, a chi è andato alle manifestazioni con il freddo e sotto la pioggia, a chi ha speso soldi suoi in benzina e telefono, senza nemmeno sognarsi un qualunque rimborso.

Grazie a chi ha scritto e-mail a tutte le ore per tenere informata la gente, a chi ha condiviso link su Facebook, grazie a chi non si è stancato di ricevere mail e leggere link.

Grazie a chi ha parlato al vicino di casa, ai genitori dei compagni di scuola dei figli, ai propri genitori che non andavano a votare più da anni.

Grazie a chi ha votato, a tutti i cittadini che hanno dimostrato di amare ancora il proprio Paese, di credere nella democrazia, nel fatto che ogni persona ha un proprio valore e una propria responsabilità.

Grazie a chi ci ha creduto fin dall’inizio, ma grazie anche a chi ha cominciato a crederci una settimana fa, e grazie pure a chi non ci credeva affatto ma è andato a votare ugualmente.

Oggi il mio Paese mi piace più di quanto mi piacesse fino a ieri, ho milioni di grazie da dire per questo.

A tutti voi.
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sabato 11 giugno 2011

L’ASTINENZA DA TE

... Era da un po' di tempo che il blog sentiva la mancanza delle poesie di Caterina... Per fortuna è tornata con questa, struggente e malinconica, proprio da fine anno scolastico... e, per qualche strano disegno del destino, molto in sintonia con il mio attuale stato d'animo. Grazie Cate, e buone vacanze! A te e a tutti gli studenti che quest'anno se le sono sudate. Agli altri non auguro niente, perchè chi sta in vacanza tutto l'anno non si gusta nemmeno il riposo.

(foto: Mara Bagatella - 29 maggio 2011)
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È un dolore enorme

Un’angoscia insostenibile



L’astinenza da te



È un amore incontenibile

Un fuoco rovente



L’astinenza da te...

È una storia che non può finire

Un abbraccio che non si può sciogliere



L’astinenza da te



Non ho più la chiave

Per farti uscire da me

Non sento più niente

Solo...



L’astinenza da te


(Caterina Franco 2011)
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mercoledì 8 giugno 2011

L'acqua siamo noi

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Pubblico alcune foto della festa dedicata all'ACQUA BENE COMUNE dello scorso 29 maggio. Una festa dell'arte, specialmente destinata ai bambini con un bellissimo laboratorio tenuto e organizzato, oltre che da me, da Cinzia Compagnino, Lorena Dal Maso, Nadia Zanovello.
L'organizzazione di questa giornata mi ha assorbita per mesi, è stato il motivo per cui ho trascurato non solo questo blog, ma anche altre cose importanti. Però è stato bellissimo, sono stata aiutata da tanta gente, e sostenuta da tutta l'associazione VicenzaInsieme, specialmente da Simone e Andrea... Se siete curiosi di sapere quante cose abbiamo fatto potete leggere la scaletta della giornata qui.
Anche se io personalmente non ho preso il pennello in mano neanche per un momento, mi sono sentita artista e creativa come da tanto non mi succedeva.
L'opera collettiva, creata dalle mani di tante persone, era una mia idea ed è venuta esattamente come l'avevo pensata, anzi, forse anche meglio.
Alla sera, quando abbiamo smontato tutto, è stato un vero dispiacere.
Per fortuna sono rimaste le foto...
E spero sia rimasto anche il messaggio che in tanti abbiamo voluto lanciare con questa iniziativa: l'acqua è di tutti, ed è importante difendere questo bene comune. A chi ancora pensa che la gestione pubblica dell'acqua sia poco affidabile, rispondo che bisogna cambiare mentalità. Bisogna essere cittadini attivi e consapevoli, vegliare su ciò che è nostro. Per troppo tempo ci siamo disinteressati di ciò che è pubblico, come se "pubblico" volesse dire "di nessuno". Riprenderci l'acqua, secondo me, significa riprenderci anche questa consapevolezza.

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giovedì 2 giugno 2011

pedofilia e chiesa: ancora silenzi imbarazzanti

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Non è la prima volta che pubblico le lettere di Graziano Guerra, presidente dell'associazione SOS Infanzia Onlus. Pochi mesi fa il sig. Guerra è stato anche insignito di una bella onorificenza, Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, come riconoscimento per il servizio svolto da volontario nella difesa dei minori in difficoltà.
Anche questa volta pubblico ciò che ha scritto perchè condivido in pieno il contenuto della sua lettera, parola per parola.
Perchè trasuda un'indignazione che è anche la mia.
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Un salesiano olandese di 73 anni, è un militante impegnato nel consiglio direttivo di un’associazione che chiede la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni. Il sacerdote ha avuto problemi giudiziari per atti osceni in luogo pubblico.
Ma ciò che è ancora più inquietante è stata l’intervista che il suo diretto superiore, il delegato salesiano per l’Olanda, don Herman Spronk, ha rilasciato alla rete Rtl Nieuws.
Il sacerdote ha rivelato di essere da tempo a conoscenza della partecipazione del confratello alla vita dell’associazione e di non aver ritenuto di prendere provvedimenti nei confronti del prete salesiano. Alla domanda su che cosa ne pensasse dei rapporti sessuali tra adulti e bambini, Spronk ha risposto che «simili relazioni non sono necessariamente dannose» e si è chiesto se le «norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi» non siano «troppo strette».

Io credo che Don Bosco si starà rivoltando nella tomba ma penso pure che questi pseudo-preti andrebbero ridotti allo stato laicale immediatamente.
Non ci bastano semplici scuse e non sono sufficienti proclamazioni indignate di lontananza ideologica da parte dei loro superiori salesiani. A queste orribili affermazioni, inaccettabili se proferite da chiunque e una bestemmia se pronunciate da un prete, servono misure straordinarie, urgenti e definitivamente risolutive.

Ma questo succede in Olanda, mentre da noi in Italia?

Nel 1994 un medico genovese denunciò don Riccardo Seppia, arrestato pochi giorni fa con le accuse di violenza su minore e cessione di sostanze stupefacenti, perché, a suo dire, il sacerdote aveva preso a tempestare di telefonate i suoi figli, due femmine di 10 e 13 anni, e un maschio di 15 anni. "Con loro perdeva ogni freno e pronunciava frasi blasfeme, pornografiche. Non riusciva a fermarsi e ogni volta sconvolgeva i ragazzi".
L'informazione mediatica riporta la notizia secondo la quale almeno tre cardinali e tre vescovi che si sono succeduti ai vertici delle gerarchie ecclesiastiche liguri avevano disposto indagini informali, ma non avevano dato molta importanza alla cosa. Già venti anni fa la curia era a
conoscenza del fatto che in quella canonica si svolgevano feste hard omosessuali ma, a quanto pare, nulla è stato fatto per arginare questa deriva pericolosa.
Il silenzio imbarazzante di alcune curie, la presunzione di certe diocesi di poter tenere sempre tutto nascosto, l'ipocrita scelta di spostare da una parrocchia all'altra chi aveva queste perversioni, ha purtroppo causato danni incalcolabili alle vittime veicolando inoltre un cattivo esempio a tutta la comunità cristiana.
Forse c'è davvero bisogno di fare una pulizia drastica, a partire dai seminari per arrivare alle sacrestie. L'impegno profuso di tantissimi missionari, bravi pastori di anime, preti animati da vocazioni esemplari, non può essere lordato da questo letame.
La chiesa tutta deve avere la forza ed il coraggio di continuare a proclamare la sacra inviolabilità dei bambini cacciando letteralmente fuori chi si macchia di simili crimini contro l'umanità. Da cattolico mi sento offeso, da genitore provo indignazione, come presidente di questa associazione mi auguro che dalle parole ai fatti si passi in fretta poiché alle buone intenzioni del Vaticano devono necessariamente seguire prese di posizione forti ed irrinunciabili, senza alcun tentennamento, senza se e senza ma.

Cav. Graziano Guerra, Presidente S.o.s. Infanzia Onlus
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giovedì 5 maggio 2011

Specchio, specchio…

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Ripubblico questo post, vecchio di due anni, perchè per me è più che mai attuale. Stasera lo stesso amico di cui parlavo è venuto a trovarmi, ha cenato con me, mi ha fatto compagnia, mi ha ascoltata... Sono fortunata ad avere amici così, non me ne voglio dimenticare.

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Gli esseri umani sono molto più simili tra loro di quanto comunemente si creda. Probabilmente per questo riescono a farci da specchio. Ho già raccontato di quanto fossi affascinata dagli specchi, da bambina: è lo stesso tipo di interesse che provo oggi verso le persone. Cerco negli altri le similitudini con me stessa, e anche quando trovo differenze, in fondo non sono che sfumature, o angolazioni diverse dello specchio.
Se non ci fossero gli “altri” ci guarderemmo sempre dallo stesso lato; cosa succede, invece, se prendiamo un altro specchio e lo mettiamo di fronte al primo? Io rimango sempre perplessa quando mi capita di guardarmi da dietro, o di fianco, dentro un gioco di specchi; mi viene da pensare che gli altri mi vedono sempre così, a tutto tondo… mentre io ho quasi sempre una visione frontale di me stessa.
Qualche giorno fa ho ricevuto un’e-mail da un amico che ha letto questo blog. Mi ha fatto delle osservazioni molto lucide e sincere. È stato come uno specchio, per me. Limpido, chiaro e impietoso.
Non è sempre facile accettare i lati nascosti di sé… a volte si sa che ci sono, ma si preferisce non guardarli. Credo di essere fortunata ad avere vicino persone che hanno la sensibilità di comprendermi e la confidenza di mettermi di fronte a me stessa, con sincerità e affetto.
Averne, di amici così…

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martedì 26 aprile 2011

L'acqua non si vende

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Si, sto trascurando il blog... ma mi sto occupando di una cosa importante in questi giorni, questa:



... e scusate se è poco...

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venerdì 8 aprile 2011

Zuppa di ortica

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Occorrente: un paio di forbici e guanti da giardinaggio... indispensabili per raccoglierla.
Per quanto riguarda gli altri ingredienti... fate un po' voi. Io di solito faccio così: apro il frigo, vedo un po' che verdura mi è avanzata e butto dentro al pentolone. Soffritto di cipolla, quello non manca mai. Un paio di patate. Uno spicchio d'aglio, ma solo se vi piace. E poi l'ortica, tutta quella che siete riusciti a raccogliere (vanno raccolte solo le foglie in cima, che sono le più tenere). Un po' di attenzione nel lavarla, e si mette in pentola così com'è, intera. Quando è cotta si frulla, ed è fatta.
L'ortica fa benissimo, ha un gusto insolito, e fa tanto primavera.
Buon appetito!

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mercoledì 30 marzo 2011

Les demoiselles d’Avignon – Pablo Picasso - 1907

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COSA (descrizione)

Lo spazio della tela è occupato da cinque figure inte
re femminili nude. La prima a sinistra, di profilo, ha una posa rigida, simile alle statue egizie e ai korùoi greci.

(
Polymedes di Argo, Kléobis, 600 a.C. circa)


Segu
ono altre due figure frontali, rappresentate con la tipica posa delle Veneri, più volte ripresa da diversi artisti, dal Rinascimento in poi.

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(Goya, Maja Desnuda, 1790-1800 circa)


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Tuttavia, nel quadro di Picasso, esse hanno perduto ogni grazia e morbidezza: spigolose e deformate, presentano nei visi un primo accenno della “visione simultanea” cubista: infatti gli occhi sono frontali, mentre i nasi sono di profilo.
Le ultime due, sono le figure più distorte: al posto dei visi, Picasso ha dipinto delle maschere africane. Quella in piedi irrompe nello spazio del quadro aprendosi un varco tra i tendaggi. Sotto di essa, l’ultima donna accovacciata ha le spalle rivolte allo spettatore, ma il volto è frontale. In basso, una natura morta arricchisce il quadro; su un piano sono appoggiati alcuni frutti: un grappolo d’uva, una pera, una mela, un’anguria.

COME (analisi)

• Il quadro è caratterizzato da uno schema geometrico quadrangolare, con un impianto asimmetrico. La linea compositiva è la diagonale che parte dalla mano posta in alto a sinistra e arriva alla gamba della donna accovacciata in basso a destra.


• Le altre linee del quadro sono organizzate con un andamento prevalentemente verticale nella parte sinistra del quadro, e frastagliato nella parte destra.


• La luce è irreale: le limitate zone scure dipinte sulle figure non sono ombre, ma segni per sottolineare la deformazione, isolando i corpi dallo sfondo e facendoli risaltare.

• C’è un certo contrasto tra i colori delle figure femminili, più caldi, e quelli dello sfondo, in prevalenza freddi. Le tonalità delle figure vanno dal rosa al giallo ocra passando per diverse sfumature, mentre lo sfondo tocca le tonalità dell’azzurro e del grigio e in alcune zone è marrone.
• I corpi sono molto stilizzati e spigolosi, il giro vita è esageratamente sottile rispetto alle spalle e ai fianchi, che al contrario sono larghi.
• Lo sfondo si frantuma in tante schegge appuntite, incastrate tra le figure appiattite sullo stesso piano; manca il senso di profondità.

PERCHÉ (funzione dell’opera)

Quest’opera traccia una netta linea di confine nella carriera artistica di Pablo Picasso, e testimonia il suo distacco dall’arte accademica, ormai superata e svuotata di significato. Attraverso numerosi schizzi preparatori e lo studio dell’arte africana, l’artista giunge alla creazione di un nuovo modo di esprimersi. Con quest’opera nasce ufficialmente il CUBISMO, una corrente artistica che avrà forti ripercussioni su tutta l’arte moderna e influenzerà numerosi artisti del Novecento.
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martedì 15 marzo 2011

Ho una ruga sulla fronte

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Ho una ruga sulla fronte

Che è come una ferita

Un solco scavato nella terra

E non so ancora se è stato un aratro oppure

Una frana

E se vi crescerà il grano oppure

Vomiterà sassi.

Ho una ruga nuova e non so ancora

Se è una nuova strada o se un confine

Oppure la pista di atterraggio

Per nuove forme aliene

Per te

Che arrivi da così lontano

E non so ancora

Se ospite o invasore


(Mara Bagatella 15 marzo 2011)
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Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

venerdì 25 febbraio 2011

Come sono incoscienti i gatti innamorati

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(foto: Mara Bagatella)
Come sono incoscienti
i gatti innamorati
attraversano strade
cancelli giardini
balzano giù
dai muri
magari incontro
ai fanali di un'auto di notte.

Eppure vanno
perchè è così
perchè è la luna giusta
di gatto padre in gatto figlio
loro lo sanno
da molto prima
che L'Uomo
inventasse l'asfalto
e i camion.

Come sono imprudenti
i gatti innamorati
a sfidare la Morte
per un chiaro di luna
per un tremito
dei loro baffi
in quest'aria fredda
di Febbraio.
...
Ma forse saranno fortunati
e lo spero tanto
che non incroceranno
un Uomo Nero
questa notte
e arriveranno in tempo
al loro appuntamento
sopra un tetto
sotto un davanzale
a danzare la danza
della Vita.



(Mara Bagatella - 25 febbraio 2011)

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Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

lunedì 14 febbraio 2011

VENTO D’AUTUNNO

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Si, in effetti è un po' fuori stagione... ma mi sembrava troppo aspettare il prossimo autunno per pubblicarla. A volte il cuore segue stagioni diverse, come ci dice Caterina in questa poesia...

E ti ho visto

Volare via

Portato dal vento



Lontano da me



Una foglia

Nell’aria d’autunno



L’albero spoglio

Solo nella nebbia...



Ma mi ero affezionata...

A quella foglia....



(Caterina Franco 2011)

sabato 12 febbraio 2011

Se non ora quando?

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Sono rimasta incerta fino all'ultimo momento... non perchè pensassi che l'iniziativa non fosse valida, anzi... ma per una questione di "pigrizia" personale. In questi giorni si sono accumulate tante cose, impegni di lavoro e una grande stanchezza fisica.
Ma poi... poi mi sono detta che è troppo importante. Che arrabbiarsi e amareggiarsi in privato, ognuna a casa propria, non serve a niente. Che io voglio renderlo pubblico, questo malessere che sento. Assieme a tutte quelle e a tutti quelli che lo sentono come me.
Io domani ci vado.
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mercoledì 2 febbraio 2011

VELO

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Tornano le poesie di Caterina, per la gioia dei suoi fans! Con qualche scusa da parte mia che sono un po' in ritardo nella pubblicazione...

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VELO

Il velo ricopre

Come un vento leggero



Il tuo viso....

Nascosto

Nell’intimità del cuore..

La forza...

Il coraggio...

Dei tuoi occhi....



Il tuo corpo

Nascosto nella nebbia

Il tuo petto

Squarciato dal dolore...


Un velo di nebbia


Nell’infinità del mondo.

(Caterina Franco 2011)

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venerdì 28 gennaio 2011

Trova la donna nuda

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Quella che vedete in alto è una xilografia di E. L. Kirchner, intitolata “Ritratto di Ludwig Schames”, del 1917.
Io non ci avevo mai visto nient'altro che il ritratto di un uomo barbuto. Questo fino a martedì scorso, quando ho proiettato la diapositiva durante una lezione di storia dell'arte, alla terza D. Chissà come mai le cose strane mi capitano sempre con questa classe.
All'improvviso qualcuno ha esclamato: “Ma, prof, c'è una donna nuda!”
E, capperi sotto sale, c'è davvero! Com'è che non me ne sono mai accorta?
Non potete immaginare il quarantotto che si è scatenato in classe.
“Come mai c'è una donna nuda???”
Eh, beh... bisognava pur dare una risposta, a quel punto. Che mai potevo dire? Qualunque cosa, ma non una bugia. Non potrei, davvero. Se avessi tredici anni odierei sentirmi dire cavolate da un adulto, specialmente da un insegnante.
Ho detto quel che pensavo, e cioè che l'ossessione per il sesso non è mica un'invenzione contemporanea. C'è sempre stata.
Che gli Espressionisti tedeschi, tramite l'arte, criticavano ferocemente la società in cui vivevano, perché la giudicavano corrotta e meschina. E la corruzione morale di una società si esprime anche attraverso l'atteggiamento di quest'ultima verso la sessualità.
Però questi artisti non vivevano al di fuori da quella società, ne facevano parte... e subivano anche loro gli stessi atteggiamenti che criticavano.

Ora lo sto scrivendo in modo più elegante, ma in quel momento, sapete, presa alla sprovvista com'ero, non lo so se mi sono espressa molto chiaramente...
Credo di aver detto qualcosa tipo: “Questi autori avevano il chiodo fisso del sesso... o forse Kirchner voleva intendere che il personaggio ritratto ce l'aveva... e comunque, dalla vostra reazione mi pare che ce l'abbiate anche voi. Questo è anche normale. In fondo il sesso è una cosa naturale, che ci accompagna per tutta la nostra vita. Sta ad ognuno di noi decidere come viverlo, in modo bello, sereno, o come un'ossessione, trasformandolo in qualcosa di brutto e perverso. Vedete voi.”

Insomma, meglio di così (o meno peggio, giudicate voi) in quel momento, non ho saputo fare.
La prossima volta, però, sarò più preparata.

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mercoledì 26 gennaio 2011

Noi donne calpestate, non possiamo tacere

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E quest'altra lettera è di una donna di destra. E mica di una donna qualsiasi... Giulia Bongiorno, l'autrice dell'articolo, è presidente commissione Giustizia della Camera.
Al di là delle convinzioni politiche, le donne dovrebbero essere solidali in questo frangente di deriva culturale e morale. Solidali e decise.
Questa donna ha le idee chiare, e tutta la mia stima.


Noi donne calpestate, non possiamo tacere
di GIULIA BONGIORNO*

Caro direttore,
quando è in corso un'indagine che riguarda un personaggio pubblico, l'immancabile amplificazione mediatica che ne consegue è insidiosissima. Di solito, gli elementi divulgati sono soltanto quelli raccolti dai pubblici ministeri. Si finisce così per attribuire il crisma di verità a tesi parziali.

E l'idea che se ne fa l'opinione pubblica può risultarne alterata. Da avvocato, sento quindi l'obbligo di sottolineare che l'indagine sul premier Silvio Berlusconi non deve fare eccezione: prima di formulare giudizi in merito alla fondatezza delle accuse mossegli dalla Procura, bisogna senza dubbio attendere gli sviluppi processuali. Fatta questa doverosa premessa, voglio però subito precisare che non sono affatto d'accordo con quanti usano questo ragionamento come arma per stroncare ogni tipo di riflessione critica: in questi giorni ho infatti sentito invocare la presunzione di innocenza per mettere a tacere chi contestava non la consumazione di reati ma fatti storici oggettivamente emersi, fatti che nessun processo potrà mai cancellare.

In definitiva, se prima di condannare è necessario aspettare che si faccia chiarezza sulla sussistenza di certi reati, non si può ignorare che non tutto quanto è emerso in questi giorni è "in attesa di giudizio": il contesto oggettivo in cui sarebbero maturate le vicende processuali non ha improvvisamente squarciato un velo e mostrato un profilo imprevisto e del tutto inedito del premier.

Nelle aule di Milano si discuterà se Silvio Berlusconi abbia o meno consumato i reati di prostituzione minorile e di concussione, ma non erano necessarie le vicende sottostanti a queste contestazioni - né una sentenza - per conoscere la sua opinione sulle donne. Un'opinione che, se non ha rilevanza penale, ha tuttavia un'enorme rilevanza politica. Un'opinione da lui stesso espressa in modo inequivocabile con battute, barzellette, colloqui pubblici e privati. Un'opinione già delineatasi attraverso le dichiarazioni di Veronica Lario, quelle più recenti di Barbara Berlusconi (due testimoni molto attendibili), le vicende di Noemi Letizia e Patrizia D'Addario, nonché attraverso la singolare questione di alcune donne prima forse inserite nelle liste delle candidature alle Europee del 2009 e poi da quelle liste sicuramente scomparse. Quello che Silvio Berlusconi sembra maggiormente apprezzare nel genere femminile è l'avvenenza, al punto da far passare in secondo piano requisiti di ben altro spessore (credo sia rimasta impressa nella memoria di tutti la rozzezza della battuta all'onorevole Rosy Bindi); ancora meglio, poi, se a un aspetto fisico di un certo tipo si accompagnano giovane età, accondiscendenza e disponibilità ad abdicare al proprio spirito critico.

Di fronte a tutto ciò, ho sentito obiettare che si tratterebbe di questioni attinenti alla vita privata del premier e che dunque - appunto per questo - dovrebbero riguardare soltanto lui e la sua coscienza.

No, non è così.

Non c'è spazio per sostenerlo: lo stile e la filosofia di vita di un uomo che riveste la carica di presidente del Consiglio non possono non ripercuotersi sulla vita pubblica. Lo dimostra il fatto che Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane: alle donne che studiano e lavorano (spesso percependo stipendi inadeguati o, come nel caso delle casalinghe, senza percepirli affatto), a tutte noi che facciamo fatica un giorno dopo l'altro; alle donne che per raggiungere ruoli di rilievo non soltanto a certe feste non ci sono andate, ma hanno semmai dovuto rinunciare a vedere gli amici; a quante, invece di cercare scorciatoie, hanno percorso con dignità la strada dell'impegno e del sacrificio. E a coloro alle quali è stato chiesto, più o meno esplicitamente, di scegliere tra vita privata e vita pubblica, perché conciliare un figlio con il successo sarebbe stato troppo difficile: con il risultato che hanno rinunciato alla maternità o che ci sono arrivate ben oltre il momento in cui avrebbero voluto.

A ciascuna di loro - nel momento in cui le donne vengono scelte e "premiate" in base non al merito ma a qualcos'altro che con la professionalità, l'impegno, l'intelligenza ha poco o nulla a che fare - è stata riversata addosso l'inutilità del suo sacrificio.

Brucia, questa ferita. Brucia anche perché non sfugge che sono davvero in tanti a sottolineare, forse persino con un pizzico d'invidia, la fortuna e il fascino di un uomo più che maturo circondato da giovanissime più o meno avvenenti che si contendono i suoi favori, pronte a tutto pur di compiacerlo. Anche se, in un paese maschilista come il nostro, la complicità tra uomini turba ma non sorprende.

Ma non si tratta esclusivamente di una ferita inferta alla dignità della donna, c'è di più; mai le battaglie del presidente del Consiglio hanno coinciso con le battaglie delle donne. Basterebbe a tal proposito ricordare che negli elenchi delle priorità di questo governo, che via via vengono snocciolate, figura di tutto - in primis, battaglie contro magistrati "comunisti" - , ma mai, mai, battaglie a favore delle donne. Come se le donne non avessero problemi concreti e indifferibili.

Come si può ipotizzare che le leggi per combattere pm "politicizzati" siano più urgenti di quelle che dovrebbero venire incontro alle necessità di tutte noi?

E allora non copriamo con l'alibi del segreto istruttorio, o con il fragile scudo della privacy, ciò che segreto non è, e nemmeno riservato.

Ma sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore - senza distinzione di età, credo politico, provenienza geografica - per esprimere a voce alta lo sdegno che questa mentalità suscita, ne sono sicura, nella stragrande maggioranza di noi.

Se credono, gli uomini continuino pure ad ammirare e a sostenere Silvio Berlusconi; le donne, per favore, no.
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lunedì 24 gennaio 2011

Le altre donne

Le altre donne
di Concita De Gregorio

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».

Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri.
Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello.

Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di
possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.

La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.

Quel che non possiamo, che non potete consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? - per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.

Lo sconcerto, lo sgomento non sono le carte che mostrano – al di là dei reati, oltre i vizi – un potere decadente fatto di una corte bolsa e ottuagenaria di lacchè che lucrano alle spalle del despota malato. Lo sgomento sono i padri, i fratelli che rispondono, alla domanda è sua figlia, sua sorella la fidanzata del presidente: «Magari».
Un popolo di mantenuti, che manda le sue donne a fare sesso con un vecchio perché portino i soldi a casa, magari li portassero. Siete questo, tutti? Non penso, non credo che la maggioranza lo sia. Allora, però, è il momento di dirlo.

18 gennaio 2011

http://www.unita.it/firmedonne/

Ha ragione lei. Non possiamo più tacere. Lo dobbiamo a noi stesse e alle generazioni future.
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venerdì 21 gennaio 2011

L'essere umano e le stagioni

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Lo ammetto: io sono pigra. Lo sono in TUTTE LE STAGIONI.

In inverno però... beh, lo sono all'ennesima potenza. Si vede anche dalla scarsità dei post che compaiono sul mio blog tra gennaio e febbraio.
Per questo voglio condividere questo link, che è stato portato alla mia attenzione da un amico su Facebook. Si tratta di un video, che mostra l'esplosione, indotta da 150 kg di esplosivo, di un lago ghiacciato in Norvegia.
Tutto per poter continuare i lavori di costruzione di una centrale elettrica, che il ghiaccio stava bloccando (capirai: in Norvegia!)...
L'essere umano: l'unico animale sulla Terra che delle stagioni se ne frega.

Guardate il video. Si sentono le risate di soddisfazione degli uomini che hanno piazzato l'esplosivo, in sottofondo.
A me ha fatto l'effetto opposto. Mi ha ghiacciata.

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mercoledì 12 gennaio 2011

Il cerchio e la spirale 2

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(decorazione "serpente" Gurunsi - Arte africana)

La vita non è una ruota. Anche quando ho l’impressione di essere tornata al punto di partenza, di ripercorrere gli stessi luoghi, di salire le stesse scale di due anni fa, mi accorgo che le cose non sono rimaste le stesse.
Ci sono dei quadri appesi alla parete che prima non c’erano, e libri nuovi sugli scaffali. Butto via senza ripensamenti cose a cui tenevo, e penso: “che strano, perché mai le avevo conservate?”.
Il posto è diverso, io sono diversa. In maniera sottile, impercettibile, ma reale. Sono tornata, dopo un lungo giro, ma non sono allo stesso punto di prima.
E meno male. Non a caso la spirale è il simbolo dell’evoluzione.
In questo periodo sono consapevole che un altro giro sta iniziando, e per celebrarlo, tanto per cominciare, ho deciso di staccare il cartello del promemoria attaccato alla mia porta. Ne metterò un altro, con scritto:
“Non commettere i soliti vecchi sbagli.
Fanne di nuovi.”

Speriamo che porti bene.
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martedì 4 gennaio 2011

Gloria a Dio nell'alto dei cieli...


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E pace in terra agli uomini di buona volontà.

Non ho fatto niente, ma niente di niente di speciale a Capodanno. Il Primo dell'anno però l'ho festeggiato, con i miei fratelli e la cognatina, siamo andati a fare un giro a Verona, dove ci siamo imbattuti in una mostra di presepi un po' particolare.
Si trattava di un concorso rivolto alle scuole di ogni ordine e grado della Provincia di Verona, c'erano almeno un centinaio di presepi fatti con materiale riciclato. Bellissimi. Ne ho fotografati parecchi e vi mostro qui il mio preferito... Non mi sono scritta il nome della scuola che lo ha realizzato, ma lo trovo, oltre che bello esteticamente, anche molto significativo. E anche coraggioso, in una Regione, Provincia, Città... così profondamente leghiste.
Mi è sembrato di buon auspicio per il nuovo anno...




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