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venerdì 27 giugno 2014

World Bodypainting Festival

 
Opera di Marzia Bedeschi - foto Enrico Ubaldi


Opera di Marzia Bedeschi - foto Andrea Peria

Manca poco. Tra un paio di giorni parto per partecipare anch'io ad un MONDIALE.
Il World Bodypainting Festival. Sarò la "spalla" dell'artista Marzia Bedeschi. 

Un'esperienza nuovissima per me, alla quale mi sto preparando da un paio di mesi.
Marzia è bravissima, la modella Sofia è bellissima e io sono molto emozionata e spero di non sfigurare
Dipingere direttamente sulla pelle di una persona è un'esperienza molto particolare. La "tela che respira", ecco cosa ho pensato mentre facevo le prove con Marzia e Sofia... come anche il fatto che modella e opera d'arte in questo caso diventano la stessa cosa.


Infatti la modella, una volta conclusa l'opera, diventa artista essa stessa, perchè con i suoi movimenti, interpretando ciò che essa è divenuta attraverso la pittura, contribuisce non poco alla riuscita del lavoro. 
Senza dimenticare l'intervento, l'ultimo ma non certo meno importante, del fotografo, che immortala un'opera che altrimenti, di per sè stessa è molto effimera, come potete ben immaginare.

Insomma, fate il tifo per noi! Siamo una bella squadra e ce la metteremo tutta!
http://bodypainting-festival.com/en/

mercoledì 25 giugno 2014

LO SPECCHIO DEL PAESE



Come forse avrete notato dall’assoluta mancanza di miei post o commenti sui Mondiali di calcio, io non sono una gran sportiva, né una tifosa.
Tuttavia in questi giorni è impossibile sottrarsi alle notizie calcistiche, men che meno ai commenti colmi di delusione, rabbia e frustrazione derivanti dalla esclusione della nostra Nazionale dagli ottavi di finale.
L’ultimo di questi commenti, sentito or ora alla radio, però, mi ha fatto davvero arrabbiare.
La Nazionale di calcio sarebbe lo “specchio del nostro Paese” a detta del commentatore radiofonico. Di una società, una politica, tutta volta all’apparenza, priva di contenuti, viziata da compensi milionari e poco impegnata a sudarseli, tali compensi.
Ah, davvero?
Mi dispiace ma non sono d’accordo. 

Parlate per voi.
Io, se proprio mi devo rispecchiare come cittadina italiana in una squadra di calcio, scelgo piuttosto la Nazionale femminile Under 17.
Leggete questo articolo su di loro, guardate il video. Guardate i visi puliti di queste ragazze, di queste atlete che quest'anno (aprile 2014) sono arrivate terze ai Campionati Mondiali in Costa Rica, nel silenzio e nell’indifferenza della gran parte degli italiani. Ascoltate le loro voci che vibrano di passione e orgoglio verso ciò che sono e che fanno.


Il loro compenso? Zero euro. Z-E-R-O.


Eppure io, che non amo particolarmente lo sport, che non sono una gran tifosa, mi sento orgogliosa di loro, perché, si, da queste persone io mi sento rappresentata.
E penso che molta gente che dice di odiare il calcio, potrebbe anche ricredersi, vedendo il loro entusiasmo e il loro impegno: sentimenti, che, ne sono certa, esse sono in grado di portare anche fuori dal campo di gioco, che le accompagneranno sempre durante la loro vita, qualunque cosa vorranno fare in futuro, nella loro famiglia, nel loro lavoro, nella società, nel Paese.


Forza ragazze. Io faccio il tifo per voi!


martedì 31 dicembre 2013

Miscellanea augurale di fine anno


Come farvi gli auguri per un nuovo anno migliore di quello appena trascorso?
Magari raccontandovi qualcosa di come ho passato il mio: il 2013 è stato nettamente migliore rispetto al 2012, ma ci voleva poco. Nel 2012 infatti mi sono ammalata di leucemia mieloide cronica.
Ho trascorso praticamente tutto l'anno tra analisi, prelievi, medici, ospedali, tabelle di medicinali da prendere, burocrazia per ufficializzare il mio nuovo stato di invalidità al 90%.
Si, insomma, non è stata una passeggiata.
Alla fine ero sfiancata, e nonostante i buoni risultati ottenuti grazie ai farmaci, da un punto di vista psicologico ero a terra.

L'anno 2013 è stato un anno di lenta ripresa, di accettazione e di consapevolezza.
La mia malattia è cronica, e me la terrò per tutta la vita. Ha cambiato radicalmente la mia esistenza, mi ha costretto ad adottare altri ritmi, molto più blandi, però non ne morirò.

Anch'io sono viva grazie alla ricerca medica, come quella ragazza, Caterina, che ha scatenato una bufera sui social network per aver espresso, per una volta tanto, una cosa che dovrebbe essere ovvia e banale; per aver prestato la sua faccia allo scopo di rendere concreto e palpabile il senso della ricerca scientifica, il suo scopo e la sua utilità.

Qualcosa alla quale siamo talmente abituati da renderla, purtroppo, scontata... e inaspettatamente, lontana.

Infatti, da tutta questa faccenda è emersa un'incongruenza che stiamo pericolosamente sottovalutando: più diventa tecnologico e complesso il mondo in cui viviamo, più la gente comune si scolla da questa complessità, la rifiuta, la rinnega, la disconosce.

Nonostante nessuno si sogni di rinunciare alle facilitazioni e alle comodità che ci derivano dalla ricerca scientifica e dal progresso, la gente non ne riconosce più la fonte: come quei bambini che, non avendo mai visto una mucca, credono che il latte venga fabbricato direttamente nei supermercati.

Per questo motivo, per il nuovo anno non vi auguro nè la salute, nè la prosperità, nè la fortuna, nè la tranquillità.
Ciò che vi auguro (e che auguro a me stessa) è di trarne saggezza, evoluzione e crescita.
Di imparare qualcosa di nuovo e di non perdere le conoscenze già acquisite. Di rallentare i ritmi, di respirare adagio, non perchè vi siate costretti, come è capitato a me, ma per vostra scelta consapevole.

Buon Anno 2014 a tutti voi.
Mara


venerdì 27 dicembre 2013

Auguri di un Futuro migliore...

... da parte di Chelsea, nuova Sindaca dodicenne della scuola di Trissino (VI) ...
Credo che questa bella immagine sia la migliore possibile per augurare a tutti quanti un nuovo anno, un periodo, una storia migliore...
Un Futuro Migliore.



venerdì 20 dicembre 2013

Progetto "Consiglio Comunale dei ragazzi"

il simbolo del "Partito degli Inimitabili" con candidata Sindaco Chelsea Ani, vincitrice delle elezioni 2013
Sono particolarmente orgogliosa di annunciare che il nuovo Sindaco dei ragazzi di Trissino ha un volto femminile e per giunta nero!
Non che tenessi a lei in particolare, devo dire che tutti, ma proprio tutti i ragazzi che hanno partecipato al progetto hanno lavorato con grande impegno e serietà, e ci hanno messo un entusiasmo che, sinceramente, non mi aspettavo...
Ma la vittoria schiacciante di Chelsea, votata da un allievo su tre della Scuola Media di Trissino, spero insegnerà qualcosa agli adulti, politici e non.

Tanto per cominciare, questi ragazzi hanno dimostrato di essere MOLTO più avanti degli adulti... in Italia, di "nuovo", in politica, non sanno che proporci un Renzi, un Alfano... un Salvini!!! Gente che forse sarà giovane anagraficamente, ma a me, da un punto di vista politico, sembrano assolutamente in linea con le idee della vecchia politica...

Gente, i nostri ragazzi sono già su un altro pianeta!
Su otto liste che si sono presentate, ben cinque avevano candidato a Sindaco delle ragazze... e senza fare alcun cenno alle pari opportunità. Non ce n'è stato alcun bisogno, i ragazzi, autonomamente, si sono scelti i candidati, hanno steso i programmi, si sono disegnati i simboli; insomma, hanno fatto tutto da soli.

L'apporto degli insegnanti è stato semplicemente di spiegare loro le regole secondo le quali si doveva svolgere il tutto, e di fare da garanti in modo che ogni cosa si svolgesse in ordine e con metodo. Per tutto il resto, i ragazzi hanno fatto da soli.

L'affluenza alle urne è stata altissima.
Schede bianche e nulle sono state pochissime.
Lo scrutinio, curato dagli alunni delle classi terze, si è svolto con efficienza e ordine, mi spiace soltanto di non poter pubblicare le foto, in quanto i protagonisti sono tutti minorenni.

Sono piccoli segnali, ma secondo me, importanti. Dobbiamo avere più fiducia nei giovani, essere più attenti e rispettosi delle loro esigenze.

Guidarli, ma non soffocarli, nè tarpare loro le ali... sono il nostro futuro, non possiamo permetterci di ignorarli.
Ora il progetto andrà avanti, verrà formato un "Consiglio Comunale dei ragazzi" che presenterà le proprie proposte alla vera Giunta comunale di Trissino (VI).
Buon lavoro ragazzi! 

giovedì 19 dicembre 2013

L'amore

foto: Mara Bagatella

mercoledì 11 settembre 2013

Jane të vështira ato gra (Le donne difficili)



Questa sera un nuovo amico mi ha fatto un regalo inaspettato: la traduzione, in lingua albanese, de "Le donne difficili".
Il signor Eldi Mar ha anche creato il video che ho pubblicato. 
Questa sorpresa mi ha davvero commossa e stupita.
_________________________________________

Jane të vështira ato gra që kanë më tepër dashuri për të dhënë, por nuk ja dhurojnë gjithkujt.
Ato që flasin kur kanë diçka për të thënë.
Ato që kanë mësuar të mbrojnë veten dhe të tjerët.
Ato që kërkojnë gjithmonë dhe më tepër.
Janë gra të vështira ato që dallojnë buzëqeshjen e njerëzve të mirë nga ata të këqinj.
Ato që nuk lodhen kurrë së kërkuari dikë që ja vlen, ata që kanë vlerë.
Janë gra të veshtira ato që ndiejnë dhimbjen e të tjerëve.
Ato që kanë shpirtin në afërsi të lëkurës.
Ato që shikojnë me mijëra sy të fshehur.
Ato që ëndërrojnë ngjyrat.
Janë gra të vështira ato që njohin njëra-tjetrën
Janë ato që kur jeta nuk ka asnjë shije, i japin shije vetë jetës!

(Mara Bagatella - traduzione di Eldi Mar)

mercoledì 21 agosto 2013

Queen Mary's Gardens (Regent's Park, London)

Questo post è dedicato a mia madre.
Al suo amore per i fiori, e alla sua idiosincrasia per i viaggi.











domenica 14 luglio 2013

Caso Kazakistan, chiediamo le dimissioni del Ministro dell'Interno Alfano


Qualche tempo fa la ministra Idem ha dovuto dare le dimissioni per non aver pagato l'IMU su una palestra. Cori di voci indignate si sono levate contro di lei. Il suo partito, il PD, non l'ha difesa. A me è dispiaciuto, perchè stava facendo un buon lavoro per i diritti delle donne, ma ho pensato: "è giusto così, chi sbaglia paga".

Ora però il Ministro degli Interni Alfano si rende responsabile di un fatto gravissimo, che getta sull'Italia una vergogna internazionale... e nessuno si indigna, nessuno ne parla.
Cosa è successo?
La notte del 29 maggio 2013, 50 agenti armati della Digos sono stati mandati ad arrestare una donna e la sua figlioletta di 6 anni.
Dopo pochi giorni, le due sono state imbarcate in fretta e furia su un aereo privato e rispedite nella loro patria, il Kazakistan.
Erano Alma Shalabayeva e la piccola Alua, moglie e figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, principale oppositore del dittatore Nazarbayev.

Tutto questo è accaduto in Italia, senza che ne venissero informati né il Ministro degli Esteri Emma Bonino, né quello della Giustizia, Annamaria Cancellieri, né il primo Ministro Enrico Letta, con una procedura a dir poco irregolare.

Per settimane, quasi tutta la stampa italiana ha taciuto sulla vicenda, fatta passare per una semplice espulsione di immigrate clandestine.

Il 12 luglio 2013, il Governo Letta ha annunciato la cancellazione del provvedimento di espulsione, ammettendo in questo modo di aver commesso un errore: un errore che potrebbe avere conseguenze gravissime, sia sul piano umano, sia sul piano politico.

Alma e Alua si trovano, infatti ad essere ostaggi del dittatore Nazarbayev, accusato in due diversi report di Amnesty International, risalenti al 2003 e al 2004, di aver fatto torturare i propri oppositori.

Il Ministro Alfano era al corrente di ciò che stava accadendo?
Ha consapevolmente consegnato due ostaggi ad un governo straniero o è stato aggirato dallo stesso apparato a cui dovrebbe essere a capo?

In entrambi i casi non è accettabile che Angelino Alfano continui ad occupare il posto di Ministro degli Interni e chiediamo il vostro aiuto per ottenere le sue immediate dimissioni.

Il primo a denunciare questo fatto in Senato è stato (mi sono documentata) il Senatore PD Luigi Manconi.
Ora pare che Sel e M5S chiederanno congiuntamente una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro Alfano.
Ma è ancora troppo poco. 

Non vedo ancora l'esplosione di indignazione popolare, i commenti su FB, le proteste dal basso che mi sarei aspettata per un fatto così grave.
Siamo davvero manipolati dai media, tutti quanti, molto più di quanto vogliamo ammettere. Mentre le bufale più assurde prendono piede con la massima facilità sui social network, e si diffondono con velocità impressionante, non accade la stessa cosa per un fatto reale e documentato. Perchè?

Eppure qui ci sono tutti gli ingredienti per far scoppiare una rabbia esplosiva: c'è la violenza su una donna e una bambina, colpevoli solo di essere la famiglia di un dissidente politico.
C'è un sistema mafioso interno allo Stato, talmente potente da permettersi di fare ciò che vuole scavalcando Ministri, Governo, leggi statali e diritto internazionale.

In questa storia c'è tutto il male contro cui voglio combattere, compreso il silenzio complice della politica e dei mezzi di informazione.
Per questo ho coinvolto l'associazione di cui faccio parte, VicenzaInsieme, e con gli altri soci abbiamo lanciato una petizione su AVAAZ.
Sono stanca di vergognarmi di essere italiana.
Aiutatemi.
Aiutate queste donne, aiutate l'Italia, e anche voi stessi, la vostra dignità di cittadini e di esseri umani.


Una giovane donna e la figlioletta di 6 anni espulse in tutta fretta dall'Italia e consegnate nelle mani di un dittatore... ora il Governo torna sui suoi passi, ma Alua e Alma potranno mai ritornare?
Chiediamo le dimissioni del Ministro dell'Interno.
Firmate la petizione
http://www.avaaz.org/it/petition/Dimissioni_del_Ministro_dellInterno_Angelino_Alfano/?kiYxNab


Per saperne di più:
Qui tutti gli articoli del Fatto Quotidiano sulla vicenda.

martedì 12 febbraio 2013

One Billion Rising

I just want to tell you that..
One In Three Women On The Planet Will Be Raped Or Beaten In Her Lifetime.
One Billion Women Violated Is An Atrocity.
One Billion Women Dancing Is A Revolution.

Voglio solo dirti che ..
Una donna su tre nel pianeta sarà violentata o picchiata durante la sua vita.
Un miliardo di donne violate è un'atrocità.
Un miliardo di donne che danzano è una rivoluzione.

ONE BILLION RISING ITALIA


mercoledì 30 gennaio 2013

Immagine e percezione della figura femminile nei media - video di Cristina Gamberi

Condivido questo bel video per diversi motivi: primo perchè tratta di un argomento di grande attualità, la violenza sulle donne, e lo fa evidenziando il linguaggio usato dai mass media per parlarne: un linguaggio sbagliato, che non aiuta a capire il fenomeno e quindi a superarlo.
Il linguaggio, come ho avuto modo di scrivere altre volte su questo blog, è il contenitore del pensiero, oltre che il modo che usiamo per condividerlo, e come un contenitore, gli dà forma. Per questo le parole che usiamo sono così importanti: se non modifichiamo il linguaggio non possiamo modificare la mentalità che sta alla base della violenza sulle donne.
Un altro motivo importante è che questo video, nella parte finale, parla di scuola.
Lo fa in un modo molto bello, con un esempio concreto di cosa accade se mettiamo i giovani nelle condizioni di pensare a cose nuove e di esprimere la propria creatività: accade che i ruoli si invertono e sono loro, i ragazzi, a reinventare il linguaggio che può cambiare la nostra società.

Prendetevi 20 minuti e guardatelo. Vale la pena.


lunedì 26 novembre 2012

Sono una donna (Joumana Haddad)

...
Ieri era il 25 novembre e si è celebrata la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Due cose mi hanno stupita, ieri: la prima è averne sentito parlare alla radio con un'enfasi mai avvertita negli anni scorsi. Della televisione non so dire, perchè non ce l'ho.

La seconda sono stati alcuni commenti letti su Facebook, da parte di (pochi, per fortuna) maschi molto giovani di mia conoscenza, che in maniera diversa, ma ugualmente superficiale, banalizzavano l'evento.

La cosa mi ha dato da pensare: spesso si presume, erroneamente, che la giovane età e la capacità di navigare in Internet siano di per sè dei segnali di maggiore apertura mentale e di capacità di informarsi.
Niente di più sbagliato...
L'apertura mentale è una caratteristica personale, che può essere incrementata o scoraggiata dall'ambiente in cui si vive, principalmente la famiglia in cui si è avuto la fortuna o la sfortuna di nascere, e in secondo luogo dalla scuola che si frequenta, dagli insegnanti, e, più avanti dalle amicizie e dagli ambienti che si sceglie di frequentare.
Man mano che l'età aumenta, diventa sempre meno una questione di fortuna e sempre più una responsabilità personale.
La capacità di informarsi e di far crescere il proprio spirito critico è proporzionale alla propria apertura mentale, e per chi non ne è sufficientemente fornito, Internet è un mezzo di comunicazione piuttosto pericoloso, poichè il numero di informazioni è enorme e si diffonde in modo veloce e incontrollato.
A volte mi viene da paragonarlo a un fiume dal fondo sabbioso, di quelli che i cercatori d'oro setacciavano in cerca di pepite... quintali di sabbia da passare al setaccio, in cambio dell'oro...

Questa poesia di Joumana Haddad è la pepita più bella che ho trovato in questi giorni.

    Nessuno può immaginare
    quel che dico quando me ne sto in silenzio
    chi vedo quando chiudo gli occhi
    come vengo sospinta quando vengo sospinta
    cosa cerco quando lascio libere le mani.
    Nessuno, nessuno sa
    quando ho fame quando parto
    quando cammino e quando mi perdo,
    e nessuno sa
    che per me andare è ritornare
    e ritornare è indietreggiare,
    che la mia debolezza è una maschera
    e la mia forza è una maschera,
    e quel che seguirà è una tempesta.

    Credono di sapere
    e io glielo lascio credere
    e io avvengo.

    Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
    fosse una loro concessione
    e ringraziassi e obbedissi.
    Ma io sono libera prima e dopo di loro,
    con loro e senza loro
    sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
    La mia prigione è la mia volontà!
    La chiave della mia prigione è la loro lingua
    ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
    desiderio
    e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

    Sono una donna.
    Credono che la mia libertà sia loro proprietà
    e io glielo lascio credere
    e avvengo.

Joumana Haddad, Sono una donna

lunedì 22 ottobre 2012

Malala e l'istruzione femminile

Vignetta di Nick Anderson
Malala Yousafzai è una giovanissima blogger pakistana, di soli 14 anni. Lo scorso 9 ottobre i talebani hanno tentato di ucciderla mentre era sull'autobus su cui viaggava con altre due compagne per andare a scuola. Le hanno sparato per le sue attività in favore dell’istruzione femminile.

La scorsa settimana, mentre tenevo una lezione teorica ad una classe di prima media, una delle mie alunne si è messa a piangere silenziosamente.
La guardavo e continavo a parlare dell'arte egizia mentre a lei continuavano a scendere grossi lacrimoni lungo le guance. Dopo qualche minuto mi sono avvicinata e le ho chiesto cosa avesse. "Mi fa male la testa" ha risposto. Le ho chiesto se voleva uscire un po' dall'aula, e la risposta è stata "No".
"Vuoi chiamare a casa? Farti venire a prendere?" 
"No"
Ho continuato la lezione per altri 5 minuti. Ancora lacrime. Le ho toccato la fronte.
"Esci, vai dai bidelli e chiama a casa, tu hai la febbre."
"No professoressa" i compagni guardavano perplessi ora lei, ora me. Ho pensato che si vergognasse, perciò l'ho fatta uscire nel corridoio e le ho chiesto come mai non volesse chiamare a casa: "Forse i tuoi non possono venire a prenderti?"
"Si che possono, ma io non voglio perdere la lezione"

La mia allieva, che ama tanto la scuola, è africana.

E io vi invito caldamente a leggere questo post su Malala Yousafzai, sull'istruzione femminile e sul motivo per cui i talebani temono tanto una bambina di 14 anni armata solo della sua voglia di studiare.
"Nessun rimpianto" Lunanuvola's blog di M. G. Di Rienzo

venerdì 31 agosto 2012

Leggero - Liviano

Ripubblico una vecchia poesia, che un'amica ha tradotto in spagnolo per me, facendomi un regalo inaspettato e, devo dire la verità, di una bellezza spiazzante. Non conosco lo spagnolo, ma è una lingua talmente musicale, e si adatta così bene alle immagini di questa poesia, che la traduzione le dona, quasi come si fosse messa un abito nuovo... 
Grazie, Bruna, sono rimasta così sorpresa che non so davvero cosa dire... quando mi succedono cose come questa, io mi sento una persona fortunata.

La foto è stata scattata molti anni fa in un luogo bellissimo, in riva al lago di Tenno (TN).

foto mara Bagatella


Leggero
Come un cerchio d’acqua
Come un segno di matita
Sottile

Come l’ombra
Di un ramo di palma
Azzurra
Sulla spiaggia bianca
Come un foglio di carta

Leggero
Come polvere di deserto

Vuoto
Lo spazio attorno a te
Che sei solo
Come in vetta al mondo
Anche quando
Hai una folla intorno

Solo
Come se camminassi scalzo
Sulla bianca sabbia sottile 
Sotto l’ombra di una palma

Sola
Contro un cielo abbacinante

Vuoto
Come un foglio di carta

Leggero

(Mara Bagatella)
...



Liviano
Como un círculo de agua
Como una marca de lápiz
Sutil

Como la sombra
De una rama de palma
Azul
En la playa blanca
Como una hoja de papel

Liviano
Como el polvo del desierto

Vacío
El espacio que te rodea
Porque estás solo
Como en la cima del mundo
Aún cuando
Hay una multitud a tu alrededor

Solo
Como si caminaras descalzo
En la arena blanca y fina
Bajo la sombra de una palmera

Sola
Contra un cielo deslumbrante

Vacío
Como una hoja de papel

Liviano


(traduzione di Bruna Stornaiolo)
 
Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

Ce sont les femmes difficiles...

Grande nudo giallo - tempera su tela - Mara Bagatella
Continuano ad arrivarmi traduzioni de "Le donne difficili" da parte di persone conosciute sul Web proprio grazie alla diffusione della poesia su Facebook. Ringrazio Nadine per questo "regalo francese", che mi dà anche l'occasione di pubblicare la foto di un mio vecchissimo e amatissimo dipinto.

Ce sont les femmes difficiles celles qui n'ont plus d'amour à donner, mais qu'elles le donne à chacun.
Celles qui parlent quand elles ont quelques choses à dire.
Celles qui ont appris à se protéger et à protéger.
Celles qui ne se contentent plus.
Ce sont les femmes difficiles, celles qui savent distinguer les sourires des gens, ce bon de ce non.
Celles qui t’étudient bien, avant de te donner le cœur.
Celles qu’elles ne sont jamais fatiguées de chercher quelqu’un qui vaux la peine.
Celles qu’elles valent la peine.
Ce sont les femmes difficiles qui ressentent la douleur des autres.
Celles avec l’âme à coté de la peau.
Celles qui voient avec mille yeux cachés.
Celles qui rêvent en couleurs.
Ce sont les femmes difficiles qui savent se reconnaitre entre elles.
Ce sont celles que quand la vie n’a aucune saveur, donnent saveur à la vie.

Traduzione di Nadine Nanou

sabato 5 maggio 2012

Morire di poesia

...
Deserto 2011, opera di Mara Bagatella, tecnica mista su tela
L'arte ha un potere grande, un potere sottovalutato, quello di liberare le anime. I carcerieri sono la categoria che più di ogni altra conosce questo potere e cerca di sradicarlo, di distruggerlo. Ho letto oggi un bellissimo articolo sulle poetesse afgane, nel blog di Maria G. Di Rienzo. Ne ripubblico un frammento e vi lascio il link, con l'invito ad andare a leggerlo per intero sulla pagina originale.


Landai significa “piccolo serpente velenoso” in lingua Pashto: si tratta di poesie popolari, composte da due versi, che perdono la loro origine non appena vengono recitate. Un landai non appartiene neppure a chi lo crea, le persone dicono di “ripeterlo” o di “condividerlo” anche quando è nato nella loro mente. Gli uomini possono inventare e recitare queste poesie che però, quasi esclusivamente, hanno per voce narrante una donna. “I landai appartengono alle donne.”, dice Safia Siqqidi, poeta ed ex parlamentare afgana, “Nel nostro paese, la poesia è il movimento delle donne dall’interno.” La poesia pashtun ha una lunga storia come forma di ribellione delle donne afgane. E i landai sono di solito micidiali proprio come il morso di un serpente velenoso: diretti, sboccati, concreti, arrabbiati, sensuali, buffi, tragici, vanno diritti al cuore della questione che affrontano. I matrimoni imposti, odiati e derisi tramite dettagli grafici, sono un bersaglio frequente di questo tipo di poesia.

da: Lunanuvola's blog di
Maria G. Di Rienzo


Quando ho letto questa cosa mi è venuto da pensare che questi "landai" sono un po' i twitter senza internet, le condivisioni su FB senza Facebook... un passaparola antecedente, ancestrale, antico... forse la "rete" è sempre esistita.

Alcune poesie di Nadia Anjuman le trovate cliccando qui.


...

mercoledì 18 aprile 2012

The love song of J. Alfred Prufrock (parte V) - ripubblicazioni

...

C'è una persona che conosco da molto tempo, è una donna che ne ha passate tante, una donna che ha dei pregi non molto evidenti, e alcuni difetti ben visibili... ed oggi eravamo insieme, in un posto decisamente poco allegro, in una situazione difficile. 
E lei rideva.
Ha sempre fatto così. Ha affrontato lutti, malattie, disgrazie, maldicenze e dispiaceri di ogni tipo. L'ho vista ansiosa, nervosa, l'ho vista piangere tante volte.
Ma non ha mai perso l'ironia, il piacere alla battuta e allo scherzo, e la sua prorompente risata.
Una risata che è una barriera, me ne rendo conto, una difesa... ma anche la sua maniera di reagire ad una vita che ha tentato in mille modi di trafiggerla, di inchiodarla al muro, e che ancora ci prova, ogni santo giorno.
Oggi eravamo lì, in un reparto d'ospedale che fa venire in mente di tutto tranne che di ridere. E lei rideva, e ho riso anch'io. No, noi non sorseggiamo la nostra vita a cucchiaini da caffè. Non è davvero il nostro stile.
Ripubblico la V parte delle mie riflessioni su "The love song of J. Alfred Prufrock", e forse leggendola penserete che le risate di mia zia non c'entrino nulla con tutto questo. Ma invece c'entrano. Ognuno ha una maniera diversa per non farsi trafiggere, auguro a ciascuno di voi di trovare la propria.

...



For I have known them all already, known them all:
Have known the evenings, mornings, afternoons,
I have measured out my life with coffee spoons;
I know the voices dying with a dying fall
Beneath the music from a farther room.
So how should I presume?

And I have known the eyes already, known them all--
The eyes that fix you in a formulated phrase,
And when I am formulated, sprawling on a pin,
When I am pinned and wriggling on the wall,
Then how should I begin
To spit out all the butt-ends of my days and ways?
And how should I presume?


Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: -
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè;
Conosco le voci che muoiono con un morente declino
Sotto la musica giunta da una stanza più lontana.
Così, come potrei rischiare?

E ho conosciuto tutti gli occhi, conosciuti tutti -
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
E quando sono formulato, appuntato a uno spillo,
Quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
Come potrei allora cominciare
A sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini?
Come potrei rischiare?


Quando a scuola ti fanno studiare le poesie, gli insegnanti si dimenticano di dirti che la poesia ha un potere, recondito, nascosto. Il potere di portarti “di là”, di svelare le cose sepolte in profondità, di mostrare la realtà in un modo diverso, ma vero, a volte più vero di quello che abbiamo tutti i giorni davanti al naso.
È lo stesso potere delle fiabe, dei quadri dei grandi pittori, dell’Arte più in generale.
Ma se tu vuoi vedere con gli occhi della Poesia, se vuoi sentire con le sue orecchie, non devi perderti nelle note a piè di pagina delle antologie. Non devi fissarti nei numeri e nelle date della vita degli autori, nei riassunti e nelle parafrasi. Perché quelli sono strumenti, mezzi, non il fine. Il fine è la Poesia stessa, e il suo messaggio non si può imparare a memoria.


È come trafiggere la farfalla sullo spillo…
...

venerdì 13 aprile 2012

The difficult women

...
E questa è la traduzione in inglese di Francesca Stimolo
...

Difficult ones are the women who have more love to give, but do not give it to anyone.
Those who speak, when they have something to say.
Those who have learned to protect themselves and protect.
Those who demand more.
Women are difficult, those who know how to distinguish the smiles of the people, the good ones than not.
Those who will study well, first to open your heart.
Those who never tire of looking for someone who's worth it.
Those that are worth.
Women are difficult, those who can feel the pain of others.
Those with the soul close to the skin.
Those who see a thousand eyes hidden.
Those who dream in color.
They are women who know how hard upon one another.
Are those that, when life has no taste, adds flavor to life.

Mara Bagatella
(Traduzione Francesca Stimolo)
Licenza Creative Commons
Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

Las mujeres difíciles

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Una persona su Facebook mi ha scritto regalandomi questa traduzione de "Le donne difficili" in spagnolo... sono rimasta stupefatta, mi ha fatto un piacere immenso. Un'altra ancora ha scritto la traduzione in inglese, che posterò al più presto. Con mille mille grazie!
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“Son las mujeres difíciles las que tienen más amor para dar, pero no lo dan a cualquiera.
Aquellas que hablan cuando tienen algo que decir.
Aquellas que han aprendido a protegerse y a proteger.
Aquellas que no se pueden conformar.
Son las mujeres difíciles, aquellas que saben distinguir las sonrisas de las personas, las buenas y las que no lo son.
Aquellas que te estudian bien antes de abrirte el corazón.
Aquellas que nunca se cansan de buscar a alguien que valga la pena.
Aquellas que valen la pena.
Son las mujeres difíciles, aquellas que saben sentir el dolor de los demás.
Aquellas cuya alma toca su piel.
Aquellas que ven con mil ojos escondidos.
Aquellas que sueñan a colores.
Son las mujeres difíciles las que saben reconocerse entre ellas.
Son aquellas que, cuando la vida ha perdido el sabor, le dan sabor a la vida.”


(Mara Bagatella)

(traduzione di Bruna Stornaiolo)
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Licenza Creative Commons
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giovedì 15 marzo 2012

Qualcosa di meraviglioso

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Foto: Mara Bagatella
Non so voi, ma io ho spesso bisogno di segnali, nella mia vita. Un po' come quelli che si trovano lungo la strada, aiutano a capire se stiamo andando nel posto giusto, e se ci stiamo andando nella maniera corretta, accelerando quando si può e fermandosi quando si deve.
Da qualche anno ho adottato il sistema dei promemoria: cartelli che appendo alla porta di casa, per ricordarmi di qualcosa di importante, più importante della lista della spesa o degli impegni di lavoro... perchè sono proprio le cose più importanti, quelle che tendiamo a dimenticare più in fretta.
Il primo cartello che appesi alla mia porta di casa diceva così: 
"Promemoria: 
a quell'altro deve importare MOLTO"

(sottointeso: di me) era la primavera del 2009.
All'incirca un anno fa l'ho cambiato con un altro, che dice così:

"Non commettere i soliti, vecchi sbagli. 
Fanne di nuovi"

Entrambi mi sono stati molto utili. Ma adesso sento che devo cambiare di nuovo, perchè la mia vita è a una svolta importante. Cosa mettere? Ieri sera ci ho pensato attentamente.
Ho deciso di lasciare la scelta a ciò che io considero "l'Ente Superiore", la Forza Spirituale che guida le nostre vite, e nella quale credo ancora, nonostante io non mi reputi più da tempo una Cattolica, e del Cristianesimo abbia tenuto pochi, fondamentali concetti, come la Fratellanza, l'Amore Universale e il Perdono.
Il resto lo lascio a chi vuol crederci. Non critico nessuno e non voglio convincere nessuno. Ho avuto nella mia vita splendidi esempi di persone che vivono davvero il Vangelo nella propria quotidianità, con vera fede e convinzione. Non sopporto invece l'organizzazione della Chiesa Cattolica come ente, ma non è per questo che me ne sono allontanata. Ero critica verso certi comportamenti e prese di posizione anche prima di lasciarla.

No, il mio allontanamento è stato dovuto ad una vera crisi spirituale, che mi ha portato a pensare che l'Ente Superiore nel quale credo è troppo grande per essere ingabbiato in una religione. Non credo più che una religione sia meglio di un'altra, che un libro sia più sacro di un altro.
Ho una splendida amica profondamente credente, che trova grande conforto nella Bibbia, e la trovo una cosa bellissima.
Ma sono convinta che Quello che per convenzione chiamiamo Dio, può comunicare con noi in qualsiasi modo, se noi crediamo.
Così ieri sera ho preso in mano un romanzo, che a me piace molto, ho chiesto aiuto, un messaggio, una guida per questi nuovi giorni che sto affrontando, così difficili e importanti.
Ho aperto il libro a caso e ho letto: in quella pagina si parlava di una donna che, di fronte alla morte, ripensa alla sua vita: 
"... sentì [...] la tristezza per la fine di tutto questo e l'incrollabile fede che qualcosa, qualcosa di ineffabile ma meraviglioso, doveva ancora arrivare."
(Katerine Howe, Le figlie del libro perduto)

Chi conosce la mia situazione attuale potrà capire meglio;  questa frase è davvero molto calzante al mio stato d'animo attuale.

Così ho deciso che il testo del prossimo cartello, sarà il seguente:
"Qualche cosa di meraviglioso deve ancora arrivare"
Lo credevo anche prima, ma penso sia bene ricordarlo più spesso...

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