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venerdì 27 dicembre 2013

Auguri di un Futuro migliore...

... da parte di Chelsea, nuova Sindaca dodicenne della scuola di Trissino (VI) ...
Credo che questa bella immagine sia la migliore possibile per augurare a tutti quanti un nuovo anno, un periodo, una storia migliore...
Un Futuro Migliore.



venerdì 20 dicembre 2013

Progetto "Consiglio Comunale dei ragazzi"

il simbolo del "Partito degli Inimitabili" con candidata Sindaco Chelsea Ani, vincitrice delle elezioni 2013
Sono particolarmente orgogliosa di annunciare che il nuovo Sindaco dei ragazzi di Trissino ha un volto femminile e per giunta nero!
Non che tenessi a lei in particolare, devo dire che tutti, ma proprio tutti i ragazzi che hanno partecipato al progetto hanno lavorato con grande impegno e serietà, e ci hanno messo un entusiasmo che, sinceramente, non mi aspettavo...
Ma la vittoria schiacciante di Chelsea, votata da un allievo su tre della Scuola Media di Trissino, spero insegnerà qualcosa agli adulti, politici e non.

Tanto per cominciare, questi ragazzi hanno dimostrato di essere MOLTO più avanti degli adulti... in Italia, di "nuovo", in politica, non sanno che proporci un Renzi, un Alfano... un Salvini!!! Gente che forse sarà giovane anagraficamente, ma a me, da un punto di vista politico, sembrano assolutamente in linea con le idee della vecchia politica...

Gente, i nostri ragazzi sono già su un altro pianeta!
Su otto liste che si sono presentate, ben cinque avevano candidato a Sindaco delle ragazze... e senza fare alcun cenno alle pari opportunità. Non ce n'è stato alcun bisogno, i ragazzi, autonomamente, si sono scelti i candidati, hanno steso i programmi, si sono disegnati i simboli; insomma, hanno fatto tutto da soli.

L'apporto degli insegnanti è stato semplicemente di spiegare loro le regole secondo le quali si doveva svolgere il tutto, e di fare da garanti in modo che ogni cosa si svolgesse in ordine e con metodo. Per tutto il resto, i ragazzi hanno fatto da soli.

L'affluenza alle urne è stata altissima.
Schede bianche e nulle sono state pochissime.
Lo scrutinio, curato dagli alunni delle classi terze, si è svolto con efficienza e ordine, mi spiace soltanto di non poter pubblicare le foto, in quanto i protagonisti sono tutti minorenni.

Sono piccoli segnali, ma secondo me, importanti. Dobbiamo avere più fiducia nei giovani, essere più attenti e rispettosi delle loro esigenze.

Guidarli, ma non soffocarli, nè tarpare loro le ali... sono il nostro futuro, non possiamo permetterci di ignorarli.
Ora il progetto andrà avanti, verrà formato un "Consiglio Comunale dei ragazzi" che presenterà le proprie proposte alla vera Giunta comunale di Trissino (VI).
Buon lavoro ragazzi! 

domenica 14 luglio 2013

Caso Kazakistan, chiediamo le dimissioni del Ministro dell'Interno Alfano


Qualche tempo fa la ministra Idem ha dovuto dare le dimissioni per non aver pagato l'IMU su una palestra. Cori di voci indignate si sono levate contro di lei. Il suo partito, il PD, non l'ha difesa. A me è dispiaciuto, perchè stava facendo un buon lavoro per i diritti delle donne, ma ho pensato: "è giusto così, chi sbaglia paga".

Ora però il Ministro degli Interni Alfano si rende responsabile di un fatto gravissimo, che getta sull'Italia una vergogna internazionale... e nessuno si indigna, nessuno ne parla.
Cosa è successo?
La notte del 29 maggio 2013, 50 agenti armati della Digos sono stati mandati ad arrestare una donna e la sua figlioletta di 6 anni.
Dopo pochi giorni, le due sono state imbarcate in fretta e furia su un aereo privato e rispedite nella loro patria, il Kazakistan.
Erano Alma Shalabayeva e la piccola Alua, moglie e figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, principale oppositore del dittatore Nazarbayev.

Tutto questo è accaduto in Italia, senza che ne venissero informati né il Ministro degli Esteri Emma Bonino, né quello della Giustizia, Annamaria Cancellieri, né il primo Ministro Enrico Letta, con una procedura a dir poco irregolare.

Per settimane, quasi tutta la stampa italiana ha taciuto sulla vicenda, fatta passare per una semplice espulsione di immigrate clandestine.

Il 12 luglio 2013, il Governo Letta ha annunciato la cancellazione del provvedimento di espulsione, ammettendo in questo modo di aver commesso un errore: un errore che potrebbe avere conseguenze gravissime, sia sul piano umano, sia sul piano politico.

Alma e Alua si trovano, infatti ad essere ostaggi del dittatore Nazarbayev, accusato in due diversi report di Amnesty International, risalenti al 2003 e al 2004, di aver fatto torturare i propri oppositori.

Il Ministro Alfano era al corrente di ciò che stava accadendo?
Ha consapevolmente consegnato due ostaggi ad un governo straniero o è stato aggirato dallo stesso apparato a cui dovrebbe essere a capo?

In entrambi i casi non è accettabile che Angelino Alfano continui ad occupare il posto di Ministro degli Interni e chiediamo il vostro aiuto per ottenere le sue immediate dimissioni.

Il primo a denunciare questo fatto in Senato è stato (mi sono documentata) il Senatore PD Luigi Manconi.
Ora pare che Sel e M5S chiederanno congiuntamente una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro Alfano.
Ma è ancora troppo poco. 

Non vedo ancora l'esplosione di indignazione popolare, i commenti su FB, le proteste dal basso che mi sarei aspettata per un fatto così grave.
Siamo davvero manipolati dai media, tutti quanti, molto più di quanto vogliamo ammettere. Mentre le bufale più assurde prendono piede con la massima facilità sui social network, e si diffondono con velocità impressionante, non accade la stessa cosa per un fatto reale e documentato. Perchè?

Eppure qui ci sono tutti gli ingredienti per far scoppiare una rabbia esplosiva: c'è la violenza su una donna e una bambina, colpevoli solo di essere la famiglia di un dissidente politico.
C'è un sistema mafioso interno allo Stato, talmente potente da permettersi di fare ciò che vuole scavalcando Ministri, Governo, leggi statali e diritto internazionale.

In questa storia c'è tutto il male contro cui voglio combattere, compreso il silenzio complice della politica e dei mezzi di informazione.
Per questo ho coinvolto l'associazione di cui faccio parte, VicenzaInsieme, e con gli altri soci abbiamo lanciato una petizione su AVAAZ.
Sono stanca di vergognarmi di essere italiana.
Aiutatemi.
Aiutate queste donne, aiutate l'Italia, e anche voi stessi, la vostra dignità di cittadini e di esseri umani.


Una giovane donna e la figlioletta di 6 anni espulse in tutta fretta dall'Italia e consegnate nelle mani di un dittatore... ora il Governo torna sui suoi passi, ma Alua e Alma potranno mai ritornare?
Chiediamo le dimissioni del Ministro dell'Interno.
Firmate la petizione
http://www.avaaz.org/it/petition/Dimissioni_del_Ministro_dellInterno_Angelino_Alfano/?kiYxNab


Per saperne di più:
Qui tutti gli articoli del Fatto Quotidiano sulla vicenda.

domenica 28 aprile 2013

Scuola Comuni Paesi Città...


Sono quasi 7 anni che me ne sono venuta ad abitare da sola, ma ancora, ogni tanto, i miei mi portano qualcosa che ho dimenticato da loro. 
Qualche giorno fa è stata la volta di una cartellina polverosa, dove avevo conservato parte del materiale di un corso di disegno e manualità per bambini che avevo tenuto nel 1997, in collaborazione con il Comune e la Biblioteca del mio paese.

Scuola d'arte - corso per bambini 
Chiampo 1997

Riguardando le opere dei miei allievi, tutti tra i 6 e i 9 anni, sono rimasta sbalordita dalla qualità degli elaborati. Avevo anche curato una piccola esposizione di fine corso, con delle didascalie esplicative sul lavoro svolto. Non avevo nemmeno il computer a quel tempo, i cartelli li avevo scritti a mano.



Scuola d'arte Chiampo 1997 - mostra di fine corso
Ricordo bene la fatica di mettere il passepartout attorno ad ogni disegno, di scrivere il nome di ogni bambino in una piccola didascalia, di ricoprire i vecchi tavoli e i pannelli polverosi con dei grandi fogli di carta e le pulizie della stanza fatte con l'aiuto di un'amica. 
Ogni cosa fatta con grande povertà di mezzi, ma con un amore e una dignità enormi.

Ancora oggi incontro giovani mamme del mio paese che mi fermano per domandarmi se il Comune ha mica intenzione di organizzare ancora corsi come quello... o se ne esistono altri di simili nei paraggi... e io rispondo che no, non mi pare, non ne ho idea, ma non credo...

Già perchè da quel lontano 1997, il mio paese (che ora si fregia del titolo di "città", pensate un po') ha restaurato meravigliosamente i locali polverosi della Biblioteca dove si tenevano quei corsi, che ora non sono certo più adatti ad attività manuali di bambini piccoli...

Ma sono convinta che i motivi della sospensione di quelle attività  siano altri, perchè ci voleva poco a trovare un ambiente adatto ad un corso di pittura per l'infanzia, e anche gli insegnanti (io non li ho più fatti dopo che ho iniziato a lavorare nella scuola a tempo pieno, ma di gente con la preparazione adatta se ne trova, basta cercare).

Quest'anno, nel mio paese, abbiamo le elezioni amministrative e ferve la campagna elettorale. Volantini nelle cassette della posta, pagine su Facebook, articoli sui giornali... tutti i candidati che chiedono alla cittadinanza: "cosa vorresti per il tuo Comune? Quali sono le tue proposte di miglioramento?"

Sapete quali sono le risposte più frequenti dei miei compaesani? 

"Aggiustare i buchi delle strade."

Seguita a ruota da: "Migliorare l'assetto della piazza" (che in effetti è davvero brutta).

Per carità, la manutenzione delle strade è una cosa importantissima, come è stato a suo tempo un lavoro importante e doveroso il restauro della Biblioteca, ma se poi non ci curiamo di far crescere i cittadini, a cosa serve?
A cosa serve fregiarsi del titolo di "città" quando poi in realtà si rimane null'altro che "paesani"?

Eppure l'esigenza di attività culturali, i miei concittadini, sotto sotto, ce l'hanno: gli spettacoli teatrali (che si tengono in un ambiente troppo piccolo e poco adeguato) sono molto partecipati, nel territorio comunale ci sono ben 5 cori e i corsi di pittura non sono un'esigenza mia, sono le mamme che mi fermano per la strada e me li chiedono.
La cultura è un forte richiamo, lo sanno bene quelli che usano la musica e gli spettacoli in campagna elettorale, ma una vera politica per queste attività non la mettono in campo, forse perchè è impegnativa, faticosa, e i risultati si vedono sul lungo periodo, non sono immediati.

Le varie liste civiche chiedono ai cittadini pareri, proposte e idee: io, da cittadina, vi dico questo, vi porto la mia esperienza. Sono un'insegnante e non me ne intendo di viabilità, su quello magari vi verranno consigli da qualcuno più esperto del settore. 

Io invece invito tutti a fare una riflessione seria, su un lavoro pubblico che forse è il meno impegnativo economicamente, in questi tempi di crisi, ma umanamente è quello che costa di più: quello di formare, prima della città, i cittadini.




sabato 20 aprile 2013

La mia Scuola, il mio Paese

Oggi, la Preside ha girato per le classi con una bellissima notizia: le nostre allieve sono arrivate prime ad una gara nazionale di lingua italiana. Bravissime, preparate da insegnanti altrettanto brave.
Sempre oggi avevamo cinque classi in palestra. La segreteria mi ha informato che sono finiti i soldi per pagare le supplenze. Non ci possiamo più ammalare.

Noi insegnanti stiamo dando il sangue, e siamo arrivati allo stremo delle forze... ma i nostri politici continuano a giocare. A giocare con la nostra pelle, con le nostre vite, con il futuro di questo Paese e dei nostri figli.

Dicono che ogni Paese ha i governanti che si merita.
Io no. Mi dispiace, ma io non credo di meritarmi questo, e nemmeno i miei allievi se lo meritano. Credo che oggi siamo tutti delusi, ci sentiamo schiacciati, derisi, presi in giro.
Eppure domani continueremo a fare del nostro meglio, perchè sappiamo che il nostro è un lavoro importante.
Ma questa classe dirigente deve andare a casa.
Basta.
Non ne possiamo più.

domenica 1 luglio 2012

Aggiornamenti di luglio

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Fa un caldo boia.
L'Italia ha appena perso la finale degli Europei (lo avevo immaginato dal silenzio assoluto del vicinato...)


Giugno è finito e non ho più aggiornato il blog...
Non ho ricevuto notizie dai miei lettori esaminandi... come sono andati questi benedetti orali? Le tesine? Fatemi sapere qualcosa!!!  
E io, che cosa sto facendo?
 

Acqua Bene Comune Valchiampo
No, non sto battendo la fiacca... in realtà è che ho aperto un altro blog, non a nome mio, ma per il momento lo sto gestendo io a nome del Comitato, spero che presto questa gestione sarà condivisa.
Oggi ho scritto un post piuttosto impegnativo... per me è stata una faticaccia. Purtroppo so che quest'altro impegno porterà via energie e risorse al mio blog personale, ma l'Acqua è un argomento troppo importante...
Vi lascio il link, se avete voglia di andarvelo a leggere, e anche se non siete vicentini, magari vi viene voglia di mettere su qualcosa di simile anche dalle vostre parti, se già non lo avete fatto!

Acqua Bene Comune Valchiampo

lunedì 11 luglio 2011

martedì 14 giugno 2011

Grazie Grazie Grazie Grazie

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Grazie a chi ha volantinato, a chi ha attaccato i manifesti, a chi è andato a riattaccarli di nuovo dopo il temporale che li aveva scollati dalle bacheche. Grazie a chi ha discusso con amici e parenti, con colleghi riottosi e con i clienti nel proprio negozio, che non sapevano nemmeno che c’erano i referendum, perchè qua si sa soltanto quello che la TV dice almeno quindici volte al giorno.

Grazie a chi è andato alle riunioni, a chi si è messo in rete con altre associazioni, a chi con umiltà si è messo in ascolto di persone che non conosceva nemmeno. Grazie a chi ha passato domeniche pomeriggio a scrivere cartelloni, a chi è andato alle manifestazioni con il freddo e sotto la pioggia, a chi ha speso soldi suoi in benzina e telefono, senza nemmeno sognarsi un qualunque rimborso.

Grazie a chi ha scritto e-mail a tutte le ore per tenere informata la gente, a chi ha condiviso link su Facebook, grazie a chi non si è stancato di ricevere mail e leggere link.

Grazie a chi ha parlato al vicino di casa, ai genitori dei compagni di scuola dei figli, ai propri genitori che non andavano a votare più da anni.

Grazie a chi ha votato, a tutti i cittadini che hanno dimostrato di amare ancora il proprio Paese, di credere nella democrazia, nel fatto che ogni persona ha un proprio valore e una propria responsabilità.

Grazie a chi ci ha creduto fin dall’inizio, ma grazie anche a chi ha cominciato a crederci una settimana fa, e grazie pure a chi non ci credeva affatto ma è andato a votare ugualmente.

Oggi il mio Paese mi piace più di quanto mi piacesse fino a ieri, ho milioni di grazie da dire per questo.

A tutti voi.
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mercoledì 8 giugno 2011

L'acqua siamo noi

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Pubblico alcune foto della festa dedicata all'ACQUA BENE COMUNE dello scorso 29 maggio. Una festa dell'arte, specialmente destinata ai bambini con un bellissimo laboratorio tenuto e organizzato, oltre che da me, da Cinzia Compagnino, Lorena Dal Maso, Nadia Zanovello.
L'organizzazione di questa giornata mi ha assorbita per mesi, è stato il motivo per cui ho trascurato non solo questo blog, ma anche altre cose importanti. Però è stato bellissimo, sono stata aiutata da tanta gente, e sostenuta da tutta l'associazione VicenzaInsieme, specialmente da Simone e Andrea... Se siete curiosi di sapere quante cose abbiamo fatto potete leggere la scaletta della giornata qui.
Anche se io personalmente non ho preso il pennello in mano neanche per un momento, mi sono sentita artista e creativa come da tanto non mi succedeva.
L'opera collettiva, creata dalle mani di tante persone, era una mia idea ed è venuta esattamente come l'avevo pensata, anzi, forse anche meglio.
Alla sera, quando abbiamo smontato tutto, è stato un vero dispiacere.
Per fortuna sono rimaste le foto...
E spero sia rimasto anche il messaggio che in tanti abbiamo voluto lanciare con questa iniziativa: l'acqua è di tutti, ed è importante difendere questo bene comune. A chi ancora pensa che la gestione pubblica dell'acqua sia poco affidabile, rispondo che bisogna cambiare mentalità. Bisogna essere cittadini attivi e consapevoli, vegliare su ciò che è nostro. Per troppo tempo ci siamo disinteressati di ciò che è pubblico, come se "pubblico" volesse dire "di nessuno". Riprenderci l'acqua, secondo me, significa riprenderci anche questa consapevolezza.

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martedì 26 aprile 2011

L'acqua non si vende

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Si, sto trascurando il blog... ma mi sto occupando di una cosa importante in questi giorni, questa:



... e scusate se è poco...

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sabato 12 febbraio 2011

Se non ora quando?

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Sono rimasta incerta fino all'ultimo momento... non perchè pensassi che l'iniziativa non fosse valida, anzi... ma per una questione di "pigrizia" personale. In questi giorni si sono accumulate tante cose, impegni di lavoro e una grande stanchezza fisica.
Ma poi... poi mi sono detta che è troppo importante. Che arrabbiarsi e amareggiarsi in privato, ognuna a casa propria, non serve a niente. Che io voglio renderlo pubblico, questo malessere che sento. Assieme a tutte quelle e a tutti quelli che lo sentono come me.
Io domani ci vado.
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mercoledì 26 gennaio 2011

Noi donne calpestate, non possiamo tacere

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E quest'altra lettera è di una donna di destra. E mica di una donna qualsiasi... Giulia Bongiorno, l'autrice dell'articolo, è presidente commissione Giustizia della Camera.
Al di là delle convinzioni politiche, le donne dovrebbero essere solidali in questo frangente di deriva culturale e morale. Solidali e decise.
Questa donna ha le idee chiare, e tutta la mia stima.


Noi donne calpestate, non possiamo tacere
di GIULIA BONGIORNO*

Caro direttore,
quando è in corso un'indagine che riguarda un personaggio pubblico, l'immancabile amplificazione mediatica che ne consegue è insidiosissima. Di solito, gli elementi divulgati sono soltanto quelli raccolti dai pubblici ministeri. Si finisce così per attribuire il crisma di verità a tesi parziali.

E l'idea che se ne fa l'opinione pubblica può risultarne alterata. Da avvocato, sento quindi l'obbligo di sottolineare che l'indagine sul premier Silvio Berlusconi non deve fare eccezione: prima di formulare giudizi in merito alla fondatezza delle accuse mossegli dalla Procura, bisogna senza dubbio attendere gli sviluppi processuali. Fatta questa doverosa premessa, voglio però subito precisare che non sono affatto d'accordo con quanti usano questo ragionamento come arma per stroncare ogni tipo di riflessione critica: in questi giorni ho infatti sentito invocare la presunzione di innocenza per mettere a tacere chi contestava non la consumazione di reati ma fatti storici oggettivamente emersi, fatti che nessun processo potrà mai cancellare.

In definitiva, se prima di condannare è necessario aspettare che si faccia chiarezza sulla sussistenza di certi reati, non si può ignorare che non tutto quanto è emerso in questi giorni è "in attesa di giudizio": il contesto oggettivo in cui sarebbero maturate le vicende processuali non ha improvvisamente squarciato un velo e mostrato un profilo imprevisto e del tutto inedito del premier.

Nelle aule di Milano si discuterà se Silvio Berlusconi abbia o meno consumato i reati di prostituzione minorile e di concussione, ma non erano necessarie le vicende sottostanti a queste contestazioni - né una sentenza - per conoscere la sua opinione sulle donne. Un'opinione che, se non ha rilevanza penale, ha tuttavia un'enorme rilevanza politica. Un'opinione da lui stesso espressa in modo inequivocabile con battute, barzellette, colloqui pubblici e privati. Un'opinione già delineatasi attraverso le dichiarazioni di Veronica Lario, quelle più recenti di Barbara Berlusconi (due testimoni molto attendibili), le vicende di Noemi Letizia e Patrizia D'Addario, nonché attraverso la singolare questione di alcune donne prima forse inserite nelle liste delle candidature alle Europee del 2009 e poi da quelle liste sicuramente scomparse. Quello che Silvio Berlusconi sembra maggiormente apprezzare nel genere femminile è l'avvenenza, al punto da far passare in secondo piano requisiti di ben altro spessore (credo sia rimasta impressa nella memoria di tutti la rozzezza della battuta all'onorevole Rosy Bindi); ancora meglio, poi, se a un aspetto fisico di un certo tipo si accompagnano giovane età, accondiscendenza e disponibilità ad abdicare al proprio spirito critico.

Di fronte a tutto ciò, ho sentito obiettare che si tratterebbe di questioni attinenti alla vita privata del premier e che dunque - appunto per questo - dovrebbero riguardare soltanto lui e la sua coscienza.

No, non è così.

Non c'è spazio per sostenerlo: lo stile e la filosofia di vita di un uomo che riveste la carica di presidente del Consiglio non possono non ripercuotersi sulla vita pubblica. Lo dimostra il fatto che Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane: alle donne che studiano e lavorano (spesso percependo stipendi inadeguati o, come nel caso delle casalinghe, senza percepirli affatto), a tutte noi che facciamo fatica un giorno dopo l'altro; alle donne che per raggiungere ruoli di rilievo non soltanto a certe feste non ci sono andate, ma hanno semmai dovuto rinunciare a vedere gli amici; a quante, invece di cercare scorciatoie, hanno percorso con dignità la strada dell'impegno e del sacrificio. E a coloro alle quali è stato chiesto, più o meno esplicitamente, di scegliere tra vita privata e vita pubblica, perché conciliare un figlio con il successo sarebbe stato troppo difficile: con il risultato che hanno rinunciato alla maternità o che ci sono arrivate ben oltre il momento in cui avrebbero voluto.

A ciascuna di loro - nel momento in cui le donne vengono scelte e "premiate" in base non al merito ma a qualcos'altro che con la professionalità, l'impegno, l'intelligenza ha poco o nulla a che fare - è stata riversata addosso l'inutilità del suo sacrificio.

Brucia, questa ferita. Brucia anche perché non sfugge che sono davvero in tanti a sottolineare, forse persino con un pizzico d'invidia, la fortuna e il fascino di un uomo più che maturo circondato da giovanissime più o meno avvenenti che si contendono i suoi favori, pronte a tutto pur di compiacerlo. Anche se, in un paese maschilista come il nostro, la complicità tra uomini turba ma non sorprende.

Ma non si tratta esclusivamente di una ferita inferta alla dignità della donna, c'è di più; mai le battaglie del presidente del Consiglio hanno coinciso con le battaglie delle donne. Basterebbe a tal proposito ricordare che negli elenchi delle priorità di questo governo, che via via vengono snocciolate, figura di tutto - in primis, battaglie contro magistrati "comunisti" - , ma mai, mai, battaglie a favore delle donne. Come se le donne non avessero problemi concreti e indifferibili.

Come si può ipotizzare che le leggi per combattere pm "politicizzati" siano più urgenti di quelle che dovrebbero venire incontro alle necessità di tutte noi?

E allora non copriamo con l'alibi del segreto istruttorio, o con il fragile scudo della privacy, ciò che segreto non è, e nemmeno riservato.

Ma sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore - senza distinzione di età, credo politico, provenienza geografica - per esprimere a voce alta lo sdegno che questa mentalità suscita, ne sono sicura, nella stragrande maggioranza di noi.

Se credono, gli uomini continuino pure ad ammirare e a sostenere Silvio Berlusconi; le donne, per favore, no.
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lunedì 24 gennaio 2011

Le altre donne

Le altre donne
di Concita De Gregorio

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».

Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri.
Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello.

Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di
possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.

La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.

Quel che non possiamo, che non potete consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? - per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.

Lo sconcerto, lo sgomento non sono le carte che mostrano – al di là dei reati, oltre i vizi – un potere decadente fatto di una corte bolsa e ottuagenaria di lacchè che lucrano alle spalle del despota malato. Lo sgomento sono i padri, i fratelli che rispondono, alla domanda è sua figlia, sua sorella la fidanzata del presidente: «Magari».
Un popolo di mantenuti, che manda le sue donne a fare sesso con un vecchio perché portino i soldi a casa, magari li portassero. Siete questo, tutti? Non penso, non credo che la maggioranza lo sia. Allora, però, è il momento di dirlo.

18 gennaio 2011

http://www.unita.it/firmedonne/

Ha ragione lei. Non possiamo più tacere. Lo dobbiamo a noi stesse e alle generazioni future.
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domenica 28 novembre 2010

Oggi non ho corretto i compiti...

...

Oggi, mi dispiace per voi ragazzi, lo so quanto ci tenete a vedere scritto il voto sul retro dei vostri disegni, ma non li ho corretti.
Ho passato il pomeriggio a preparare cartelli per una manifestazione. Sono stanca morta.

Io non vado quasi mai alle manifestazioni...
Questa però...

GIORNATA NAZIONALE PER L'ACQUA PUBBLICA E I BENI COMUNI
4 DICEMBRE 2010


Manifestazione regionale a Venezia
ore 14 P.le Stazione S. Lucia

Cortei via terra e via acqua con barche fino a Rialto
Con evento finale e concerti in Erbaria

* Per la m o r a t o r i a di ogni processo di privatizzazione dell'acqua
* Perche' il referendum si svolga nel 2011
* Per modificare lo Statuto veneto in difesa dei beni comuni
* Per difendere gli ecosistemi fluviali e salvare il territorio dalle colate di cemento e dalle devastazioni idro-geologiche
* Per unire la nostra voce alle mobilitazioni globali nei giorni del vertice dell'ONU sui cambiamenti climatici a Cancun e chiedere giustizia ambientale e sociale

"Oltre 1.400.000 donne e uomini di questo Paese, (oltre 130.000 veneti) hanno firmato i 3 quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell'acqua, promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Hanno posto la loro firma per una battaglia di civiltà, per la tutela e l'accesso universale all'acqua come bene comune, contro ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita. E' una questione di democrazia: la questione dell'acqua non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum."


Insomma, è una cosa importante. I compiti li correggerò domani...
Ora mi sa che vado a letto.
...

sabato 9 ottobre 2010

Sarah: quanti i mostri che vivono accanto a noi

...

Non ho avuto il coraggio, la forza, la capacità di scrivere qualcosa su questa storia, come invece ha fatto Erica, con molta delicatezza, sul suo blog, e chissà quanti altri... Mi servo delle parole di chi lotta contro la pedofilia da anni, il sig. Graziano Guerra, del quale altre volte ho pubblicato gli scritti.

Io forse lo troverò il momento per scrivere il mio personale pensiero su tutto questo... ma ho bisogno di tempo, ancora. Non ci riesco in questo momento, mentre ancora tutti i riflettori sono accesi, mentre tutti ne parlano, qualcuno a sproposito, anche... ho bisogno di rifletterci bene, non dico di digerire la cosa, chè non ci riuscirò mai... ma di maturare le parole giuste per esprimere quello che sento. Intanto vi invito a leggere questa lettera:


Sarah: quanti i mostri che vivono accanto a noi

Paradossalmente, la trasmissione di una notizia sulla violenza inflitta a una ragazzina, se non induce ad interrogarsi, a ricercare, se non ferisce l'interlocutore con l'ansia di una domanda, rischia di trasformarsi in un messaggio quasi rassicurante, induce lo spettatore, il cittadino del villaggio globale, il lettore a ritenere che quella bambina uccisa è la sfortunata e unica vittima di un raro caso di folle violenza oltre il quale
e al di là del quale esiste una popolazione di bambini sufficientemente felici e protetti.

In verità tutti i giorni avvengono violenze inaudite sull'infanzia e buona parte di queste si consumano tra le mura domestiche, ma c'è un sordo rifiuto a considerare la sofferenza infantile sotto l'aspetto di un problema sociale esteso, grave e radicato nella nostra cultura disattenta ai problemi dei più piccoli e fortemente adultocentrica. Mancano strutture di sostegno alle famiglie, sono assenti figure di riferimento per un valido aiuto in situazioni di bisogno.
Le nostre testimonianze di violenze subite, che sono diverse centinaia, evidenziano che solo l’uno per cento delle violenze viene denunciato e dimostrano l’assoluta inadeguatezza delle strutture di ascolto e di sostegno ai minori. Quasi tutte le vittime da noi incontrate ci hanno dichiarato di non avere mai parlato con i loro genitori delle violenze subite e che, quando accaduto, nella maggioranza dei casi o non sono state
credute o sono state “convinte” a tacere.
Quasi sempre qualche adulto sa, chi è vicino all'abusante o alla vittima ma sa molto tempo prima che accada l'irreparabile. Ma a noi fa comodo pensare che sia il gesto di un mostro, di un folle, piuttosto che acquisire la consapevolezza che esseri umani simili vivono accanto a noi e sono, purtroppo numerosi.
Che dire poi della certezza della pena, mera chimera, istanze di giustizia disattese nella stragrande maggioranza dei casi quando tra patteggiamenti, riti abbreviati, benefici vari anche chi commette brutali crimini come quello subito da Sara non sconterà mai un’adeguata carcerazione.
Che giustizia è mai questa? Le vittime ed i loro famigliari chiedono un processo giusto, una pena equa, commisurata alla gravità del fatto. La nostra politica invece si preoccupa solo del fatto che il processo sia breve mentre occorrerebe preoccuparsi che
fosse "giusto". Non ci sarà mai pace per chi piange le vittime della furia caina dell’uomo senza giustizia, ma anche questo è un dovere al quale spesso gli adulti abdicano.
Che tutela hanno questi minori se gli adulti che dovrebbero proteggerli sono questi?


Già gli adulti, nella politica, nelle famiglie, nella chiesa, coloro i quali avrebbero la re-sponsabilità di tutelare i minori, ovvero sia dall’etimologia del termine “saper rispondere”. E che cosa sappiamo noi rispondere alle richieste d’aiuto che giungono dal silenzio dell’innocenza?

1) I politici si affrettano a dichiarare che esistono i consultori, che dai nostri sondaggi si rivelano assolutamente inutili per come sono strutturati;
2) i genitori vivono nel limbo dell’illusione che tanto ai loro figli mai accadranno cose simili, mentre dalle nostre ricerche si evidenziano violenze sessuali subite dal 17% dei nostri ragazzi;
3) la chiesa, nonostante la nobile e grandiosa operazione del Papa e le sue direttive a contrasto della violenza sui minori, pensa di risolvere il problema firmando pragmatici protocolli di intesa.

Questo succede in Italia, oggi, adesso, e allora che senso dare alla lacerante morte di Sara se non avere il coraggio di aprire gli occhi e preoccuparsi davvero con generosità del mondo dei piccoli in difficoltà? Che senso diamo a quest'onda emotiva se non la utilizziamo per un impegno personale a favore dei bambini?
Il resto, tutto il resto sono chiacchiere, grande fratello, volgare curiosità.
Forse queste brutte storie accadono nel tentativo di scuotere le coscienze di tutti noi adulti, con l’intento di svegliare le nostre coscienze assopite, stordite, anestetizzate dallo scandaletto di turno, inebetiti dalla litigiosità politica che altro non fa che “non fare”, mentre l’infanzia continua a gridare nel silenzio dell’indifferenza. Ma forse il
vero problema siamo un po’ tutto noi che alla fine dei conti alla politica chiediamo ben altro e quindi, si sa, la politica risponde agli elettori ed è altrettanto certo che i bambini non votano e non creano consensi.

Graziano Guerra
Presidente S.o.s. Infanzia Onlus
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mercoledì 29 settembre 2010

A proposito di disabilità

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Vi consiglio di leggere il post a questo link tanto per farsi un'idea di come vengono trattati i disabili in Italia. E anche di come vengono trattati i cittadini italiani, presi continuamente per il naso da politici e giornali che sbandierano "non toglieremo gli insegnanti di sostegno" e invece non è così. Mentono, sapendo di mentire.
Sono anni ormai che avanza una politica strisciante di riduzione del sostegno nelle scuole pubbliche, spesso con sotterfugi vergognosi, tipo "abbassare di livello" la difficoltà del bambino o del ragazzino, per assegnare meno ore di sostegno possibile (e tagliare posti di lavoro).
Una difficoltà di apprendimento viene definita "lieve", chi soffre di dislessia può usufruire di speciali protocolli ma non ha il diritto al sostegno, chi ha disturbi di comportamento idem... e così via.


La gente non lo sa, perchè in TV strombazzano di tutt'altre cose, o perchè non si interessa, perchè, tanto, si tratta di "figli di qualcun altro".

Beh, io penso invece che la cosa dovrebbe preoccupare tutti. Alcuni hanno la sfortuna di nascere con una disabilità, altri possono incorrere nel problema da adulti, per una malattia o un incidente, per esempio. E inoltre tutti, ma proprio tutti noi, abbiamo attraversato e attraverseremo fasi della nostra vita in cui siamo stati, o saremo fragili e indifesi, durante la nostra infanzia per esempio, o durante una malattia, o diventando anziani. Una società che non si prende cura di chi è più debole non può dirsi evoluta.

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sabato 24 luglio 2010

Comunicato Stampa - Stupri

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(Non ho il televisore da 3 anni e quindi non posso giurare che questa notizia non sia passata in nessun telegiornale. Però ho l'impressione che se ci scommettessi sopra, avrei alte probabilità di vincere.)


L'Osservatorio sui Diritti dei Minori attacca la sentenza della Corte Costituzionale: "Inaccettabile. Donne e bambini cittadini di serie B"

22 luglio 2010 - E' dura e vibrata la protesta dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori relativamente alla sentenza della Corte Costituzionale che sancisce, nei casi di pedofilia e prostituzione minorile, la non obbligatorietà del giudice a disporre o mantenere la custodia in carcere dell'indagato a favore di misure cautelari alternative.
L'avvocato Antonino Napoli, responsabile dell'Ufficio Legale dell'Osservatorio, critica la sentenza della Corte Costituzionale: "Che - afferma - non considera i pedofili malati a rischio di elevata reiterazione del reato".
Napoli ricorda che: "Fino ad oggi, l'unico strumento per evitare la reiterazione dei reati della stessa specie è il carcere, pertanto erra la Corte Costituzionale nel ritenere che i fatti integranti i delitti in questione possono essere meramente individuali e tali da non postulare esigenze cautelari affrontabili solo e rigidamente con la massima misura. Tale impostazione - continua l'esponente dell'Osservatorio - potrebbe essere condivisibile solo se vi fossero in Italia normative volte ad imporre ai pedofili ed ai fruitori di materiale pedopornografico cure in strutture idonee al relativo trattamento, coniuganti anche le esigenze di cautela sociale".
"La Corte Costituzionale - conclude Napoli - che dovrebbe essere la sentinella del diritto vivente, non ha considerato gli effetti devastanti di questa pronuncia, che consentirà agli accusati di pedofilia, nonostante la gravità indiziaria a loro carico, di rimanere liberi e commettere indisturbati reati della stessa specie".


Al giudizio tecnico dell'avvocato Napoli si aggiunge quello del sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio e consulente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia, a parere del quale: "Ancora una volta la legge contempla donne e bambini quali cittadini di serie B e tutto ciò è inaccettabile. Lo Stato dovrebbe garantire giustizia alle vittime, non agevolazioni ai delinquenti".


Voi lo sapevate? Magari si, dato che usate Internet, magari no... la cosa che mi fa più imbestialire non è tanto la notizia in sè, ma il fatto che sia passata così sotto silenzio. Su Facebook, in occasione di notizie su maltrattamenti di minori, o di violenze sessuali, nei mesi scorsi, ho letto e visto di tutto. Link sull'evirazione pubblica in non mi ricordo più quale Paese mussulmano... invettive violente, gente che augurava ai pedofili le cose peggiori, un vero linciaggio. E poi, invece... Quando esce una notizia come questa, un chiaro segnale sul fatto che l'Italia sta andando verso la depenalizzazione di questi reati gravissimi, nessun clamore, nessuna protesta. Allora, mi viene da pensare che siamo noi, che è colpa nostra, che siamo solo capaci di gridare al vento, di scendere in una piazza virtuale a vomitare insulti che sono solo sfoghi di rabbie accumulate per ben altri motivi. Che di bambini e donne violentati non ce ne frega niente, che non ci rendiamo conto che cambiare una legge non è come cambiare un vestito o un paio di scarpe, che questa notizia è gravissima, più grave ancora del reato in sè, perchè significa la rinuncia a punire quel reato, significa girare la testa dall'altra parte, significa che il nostro sta diventando un Paese incivile, una jungla, dove vige la legge del più forte, dove ci basta un linciaggio mediatico per sentirci a posto con la coscienza. Sono disgustata, delusa, esterrefatta, sono sempre più convinta che l'Umanità stia regredendo anzichè progredire. Sono arrabbiata e vedo troppo poca gente altrettanto arrabbiata, intorno a me.
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venerdì 7 maggio 2010

Ciacole on Facebook

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Personaggi e interpreti:


Io (in persona)





Lucy (la mia amica psicologa)









Caparezza














Guccini














Ch
arlie (ex alunna metallara)














Venerdì, giorno libero, pausa da ferro da stiro, vado a dare un’occhiata in Facebook e mi imbatto nel seguente link messo da una mia amica, che chiameremo Lucy:
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Io, presa da raptus polemico/ meteoropatico da giornata grigio-variabile primaverile, aggiungo il seguente commento:

"Complimenti all'operatore, che è riuscito a riprendere solo gli angoli belli evitando: discariche di RSU autorizzate e abusive, inceneritori, industrie altamente inquinanti e basi americane in costruzione... che sicuramente all'anatra in volo NON sono sfuggiti! Abitiamo in uno dei luoghi più inquinati al mondo e con i cartelli "mangia genuino, mangia vicentino" ci prendono pure per il culo!"


Lucy si affretta a cancellare il mio commento, poiché il link in questione è diretto al suo fidanzato (pugliese) che lei sta disperatamente cercando di convincere a trasferirsi a Vicenza.
Subentra quindi la solidarietà femminile, e mi piego alle sue (ottime) ragioni, tuttavia le ribadisco di essere piuttosto urtata dall’atteggiamento, che ritengo tipicamente veneto, di glorificare il proprio territorio, per poi subito dopo sacrificarlo in nome del dio denaro. A me sembra schizofrenia (no, in realtà è tutto estremamente coerente) e le suggerisco, dato che di mestiere fa la psicologa, di studiarlo un po’… al che lei mi risponde:

"Eh non solo veneto... non vedi la pubblicità... Mostra tutto sulla Puglia? i film di Rubini, i video dei Gruppi musicali? tutto bello...ma ti ricordi la canzone "vieni a ballare in puglia"? ehhhh purtroppo la realtà è quella lì.... non dicono mai che c'è la percentuale di tumori più alta d'Italia... che l'Enel (che ha la centrale) per comprarsi il fatto di poter inquinare l'aria, fa da sponsor alla squadra di basket.... Bello scambio per i brindisini... la salute per 2 partite di serie A .... ma loro son contenti e allora W Vendola ...."

e siccome io adoro Caparezza:
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…

Convergiamo sull’opinione che l’Italia sia davvero un Paese unito, nonostante tutto (W Garibaldi!) e Lucy rincara la dose, citandomi il seguente testo:

"Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti,
buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese"
...

Che io nella mia ignoranza musicale scambio per un testo rap (ma poteva anche essere, senti che ritmo!) invece è di Guccini. Provate a immaginarvela con un ritmo più incalzante… magari do un’idea a qualche amico musicista…
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Nonostante l’argomento sia molto interessante, la mia pausa è finita, sulla barra di stato di FB annuncio a tutti che sto per rimettermi a stirare… ascoltando musica, naturalmente! E quale musica si adatta al ferro da stiro, più dell’heavy metal?
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La mia ex allieva più metallara clicca “mi piace”.

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venerdì 26 marzo 2010

So resistere a tutto tranne che...

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Michele Santoro non mi è mai stato particolarmente simpatico. Trovo Daniele Luttazzi volgare e decisamente respingente.
Ma ieri sera li ho guardati su Internet, attraverso questa meravigliosa idea che è stata "Rai per una notte", e mi sono pure divertita.
Non sopporto la censura, è qualcosa di assolutamente aberrante. Voglio essere libera, io, libera di non guardare Annozero semplicemente perchè non mi va, non perchè Marco Travaglio sta sulle scatole a qualcuno che gli impedisce di andare in onda.
Tutto questo ambaradan è stato un enorme autogol per il sig. Berlusconi e la sua corte... perchè non c'è niente come proibire di fare qualcosa per far nascere la tentazione, fortissima, di fare quella cosa.
E, infatti, io di solito non lo guardo Annozero...
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domenica 7 marzo 2010

Lavoro di gruppo

...(immagine dal web)

Lavorare in gruppo non è facile, lo stanno sperimentando i miei allievi proprio in questi giorni. Anche quest’anno sto facendo fare alle classi terze un “book” sull’arte africana, da presentare agli esami, e lo devono fare in gruppo.
Come lo progettiamo? Chi porta il materiale? Chi riassume i testi? Chi stampa?

E, alla fine… PROFESSORESSSSSAAAA!!! AIUTO!

Un mese e mezzo di baraonda, ecco cos’è il lavoro di gruppo… ma io mi ostino a farglielo fare perché lo scorso anno i lavori finiti sono stati proprio belli, basta guardare le foto che ho pubblicato sul blog. Sono convinta che quest’anno saranno ancora migliori.
E poi, ci sono cose che non si possono fare da soli, questo è bene che i ragazzi lo imparino al più presto. In gruppo è più difficile andare d’accordo, ma si fa di più.

E poi, si sperimenta la democrazia.

Trovo abbastanza inutile inserire l’educazione civica come materia scolastica, se poi non si insegna ai ragazzi come si fa a lavorare insieme, a prendere decisioni insieme, a collaborare, a sopportarsi.
Gli adulti, lo sanno fare questo?

Quasi mai.

Per questo sono così orgogliosa dell’Associazione Vicenza Insieme.
Siete curiosi di sapere com’è andata la conferenza? Beh, considerato il fatto che si svolgeva di sabato mattina, che si trattava del tema in modo molto tecnico, e che diversi Sindaci sono dovuti andare ad una riunione del CIAT* indetta in concomitanza con la nostra conferenza … beh, non è andata affatto male.
Gente ce n’era, e per lo più, addetti ai lavori. I giornalisti presenti ci hanno fatto i complimenti per l’organizzazione dell’evento, insomma, è stata una soddisfazione.

Ma io, più che della conferenza in sé, sono stata contenta di come siamo riusciti a lavorare insieme. Ognuno ha fatto la sua parte, con entusiasmo e partecipazione. Ci siamo sostenuti a vicenda, ognuno ha messo a frutto le proprie capacità.
Non era affatto scontato… dico la verità, avevo qualche dubbio all’inizio, quando abbiamo fondato l’Associazione.
Non conoscevo bene tutti i membri, su qualcuno avevo addirittura delle riserve. Invece, con questa esperienza, mi sono resa conto di far parte di un gruppo unito, fatto di persone che ci mettono il cuore e anche la testa. Era da tanto tempo che ne cercavo uno così… grazie ragazzi!

*(il CIAT è un Ente pubblico che si occupa - indovinate un po’? - di rifiuti)

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