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sabato 28 settembre 2013

Dio fa qualcosa - Il gobbo di Notre Dame

Come promesso, ecco il secondo video creato per lo spettacolo "Il gobbo di Notre Dame" lo scorso anno scolastico.

Anche questo video è stato creato da me, utilizzando i disegni dei miei alunni di seconda media, sezioni A, C e D, nell'anno scolastico 2012/13, per lo spettacolo recitato dai ragazzi della classe II D. 

Regista dello spettacolo è stata la professoressa di lettere, Barbara Carlotto, che ha utilizzato come spunto il film d'animazione della Disney del 1996.
In questo brano, "Dio fa qualcosa", la zingara Esmeralda, prigioniera all'interno della cattedrale di Notre Dame, canta una commovente preghiera... i disegni dei miei alunni sono ispirati a questa scena e all'ambiente in cui si svolge, la chiesa gotica, con le sue vetrate e i bassorilievi in pietra...



 

martedì 10 aprile 2012

APRILE

...
Mi piace quando i pensieri rimbalzano da una testa all'altra, mentre si dialoga, un po' come una pallina durante una partita di ping pong.
Enzo, un amico blogger, mi ha ricordato un'altra opera di T. S. Eliot qualche giorno fa, "La terra desolata". L'ho studiata molto tempo fa e non la ricordo molto bene. Ho ritrovato il libro su in mansarda, con gli appunti a matita e gli scarabocchi fatti durante le lezioni di letteratura all'Accademia. Il docente era Roberto Sanesi, grande traduttore non solo di Eliot ma anche di molti altri poeti inglesi. Io me lo ricordo come un signore anziano affascinante, le cui lezioni erano molto seguite, e che tuttavia scoraggiava gli studenti a dare l'esame, perchè eccentrico e imprevedibile.
"La terra desolata" si apre con dei versi celebri, che parlano del mese di Aprile, "il più crudele dei mesi".
"Aprile è il più crudele dei mesi, genera
lillà da terra morta, confondendo
memoria e desiderio, risvegliando
le radici sopite con la pioggia della primavera."
Thomas Stearns Eliot, La terra desolata (I. La sepoltura dei morti)


Quando Enzo l'ha citata, però, a me non sono tornati in mente i versi di Eliot, bensì questo testo dei Deep Purple:


April is a cruel time
Even though the sun may shine
And world looks in the shade as it slowly comes away
Still falls the April rain
And the valley's filled with pain
And you can't tell me quite why
As i look up to the grey sky
Where it should be blue
Grey sky where I should see you
Ask why, why it should be so
I'll cry, say that I don't know

Maybe once in a while I'll forget and I'll smile
But then the feeling comes again of an April without end
Of an April lonely as they come
In the dark of my mind I can see all too fine
But there is nothing to be done when I just can't feel the sun
And the springtime's the season of the night

Grey sky where it should be blue
Grey sky where I should see you
Ask why, why it should be so
I'll cry, say that I don't know
I don't know
(Deep Purple - April - 1969)


Purtroppo non posso postare direttamente il video, quindi vi lascio il link .
Se non avete mai ascoltato questo brano fatelo, perchè è bellissimo... non avevo mai collegato i Deep Purple a Eliot, e mai l'avrei fatto senza la pallina di rimbalzo di Enzo...
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giovedì 21 luglio 2011

Xera

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Mentre si dipinge è importante la musica, per me... qualche volta mi piace anche stare in silenzio, ma più spesso cerco di isolarmi dal mondo con l'aiuto di suoni che mi creino una cortina protettiva attorno.
Ho trovato questo gruppo musicale, Xera, mentre cercavo musica "free" da mettere come sottofondo ad un video che voglio creare con le foto di alcune mie opere grafiche. Li trovo fantastici, la loro musica descrive esattamente come mi sento in questo periodo.
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mercoledì 8 dicembre 2010

Avvento

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Insomma... è pur sempre l'8 dicembre. E io non ho ancora appeso il festone di Natale alla porta... che vergogna... Questo blog è nato per celebrare i passaggi, le stagioni, i periodi dell'anno, quindi devo proprio rimediare!
L'anno scorso avevo iniziato il periodo dell'Avvento parlando di musica.
Lo voglio fare anche quest'anno, pubblicando il canto d'Avvento che preferisco in assoluto, e che ho sempre avuto il rimpianto di non essere riuscita ad imparare.

Adventi ének (Veni, veni Emmanuel) di Zoltán Kodály.
Buon ascolto!




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Veni veni, Emmanuel

captivum solve Israel,

qui gemit in exilio,

privatus Dei Filio.

R: Gaude! Gaude!

Emmanuel,nascetur pro te Israel!


Veni, O Iesse virgula,

ex hostis tuos ungula,

de spectu tuos tartari

educ et antro barathri. R.


Veni, Clavis Davidica,

regna reclude caelica,

fac iter tutum superum,

et claude vias inferum. R.


Veni, veni O Oriens,

solare nos adveniens,

noctis depelle nebulas,

dirasque mortis tenebras. R.


Veni, veni, Adonai,

qui populo in Sinai

legem dedisti vertice

in maiestate gloriae. R.

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...e abbasso i jingle pubblicitari natalizi!

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martedì 7 settembre 2010

School

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Non so perchè ma quest'anno non ho nessuna voglia di andare a scuola...



Questa canzone mi mette i brividi. L'ascoltavo in treno tornando da Verona, durante l'anno scolastico più bello della mia vita. Li avrei voluti così tutti quanti i miei anni scolastici. Invece ce ne sono stati di belli, di MOLTO belli e di MOLTO brutti...
Chissà perchè, riguardo a questo che sta per iniziare ho un così brutto presentimento...

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Che bei!

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Coro Brigata Alpina Cadore - San Matio - Bepi De Marzi




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giovedì 22 luglio 2010

Ragno


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(Ragno - Illustrazione di Mara Bagatella - luglio 2010)
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(dall’album Manifesto Abusivo di Samuele Bersani)

Ragno, se con l’arte nun ce magno
dimmi tu che cosa fare
tu che sei così esemplare
nel tuo nobile filare
in quell’angolo di stanza
sei un esempio di costanza
dammene un pochetto pure a me
Ragno, dimmi chi te lo fa fare
con quell’arte sopraffina
chiuso dentro una cantina
e nessuno ad ammirare
sei l’artefice incompreso
di un lavoro senza peso
dammi retta
lascia stare

Io che mo sò ragno de cantina posso ditte che nun ce sta mejo cosa che svejasse la mattina co la convinzione d’avè fatto un lavorone pure se nun chiappo mai manco un moscone

Ragno, ti nascondi dietro il tuo strafare
tu non vuoi considerare
che sei solo nullità
Ragno basterà uno scopettone
senza troppa precisione
per distruggerti la tela
e sloggiarti dal cantone
In quell’angolo di stanza
sei un esempio d’eleganza
ma che ce farai povero te?
Ragno, non ti scoccia star lì appeso
rincorrendo l’utopia
di una tela che t’ha reso
servo della geometria
dentro quella cella scura
tutta la tua tessitura
non fa più neanche paura

Io che mo sò ragno de cantone posso ditte che nun ce sta mejo cosa che avè scelto sta missione quella d’esse ragno senza avecce mai un compagno che m’acciacca chi me scarica ner bagno
Ragno, se con l’arte nun ce magno
dimmi tu che cosa fare
tu che sembri un luminare, mi pare
Resta solo il dubbio se impiegasse
all’ufficio delle tasse
pe trovà una dignità tù dù à
non contando che pure a volello
è difficile anche quello
con la crisi che ce sta
Ra...gno

(Angelo Conte)
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domenica 4 luglio 2010

il calcolo logico delle probabilità

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Amo Branduardi, ma ho sempre ascoltato le sue canzoni senza farmi molte domande: da dove viene un determinato testo, da dove escono le note delle sue canzoni...
Di solito mi limito ad ascoltare e ad emozionarmi, anche se so benissimo che questo autore ha una cultura puttosto vasta e mette nelle sue canzoni citazioni di poeti, di storie, persino di quadri.

Questa però è molto bella e non ho resistito, l'ho "rubata" alla sua pagina su Facebook, perchè mi ha sempre commosso, fin dal primo ascolto, anche se non sapevo assolutamente chi fosse l'autore della lettera cantata in questo brano.

In fondo avrebbe potuto essere di chiunque... oppure no?
Ho già parlato, tempo fa, di uomini disposti a morire per le proprie idee. Oppure a vivere.

... meglio la seconda.

Quello della lettera dice di non averla mai cercata, la morte, ma di averla messa in conto, come una probabilità tra le tante.
In fondo si può morire in tanti modi, si può morire da un momento all'altro, si può morire in modo inaspettato, in modo stupido persino. Non credo sia importante come si muore, ma come si vive. Giorno per giorno, pensando che la vita è un dono che non avremo per sempre.

Queridos viejos:
Otra vez siento bajo mis talones el costillar de
Rocinante, vuelvo al camino con mi adarga al brazo.
Hace de esto casi diez años, les escribí otra carta de despedida. Según recuerdo, me lamentaba de no ser mejor soldado y mejor médico; lo segundo ya no me interesa, soldado no soy tan malo. Nada ha cambiado en esencia, salvo que soy mucho más consiente, mi marxismo está enraizado y depurado. Creo en la lucha armada como única solución para los pueblos que luchan por liberarse y soy consecuente con mis creencias. Muchos me dirán aventurero, y lo soy, sólo que de un tipo diferente y de los que ponen el pellejo para demostrar sus verdades.
Puede ser que ésta sea la definitiva. No lo busco pero está dentro del cálculo lógico de probabilidades. Si es así, va un último abrazo.
Los he querido mucho, sólo que no he sabido expresar mi cariño, soy extremadamente rígido en mis acciones y creo que a veces no me entendieron. No era fácil entenderme, por otra parte, créanme, solamente, hoy. Ahora, una voluntad que he pulido con delectación de artista, sostendrá una piernas fláccidas y unos pulmones cansados. Lo haré.

Acuérdense de vez en cuando de este pequeño condotieri del siglo XX. Un beso a Celia, a Roberto, Juan Martín y Patotín, a Beatriz, a todos. Un gran abrazo de hijo pródigo y recalcitrante para ustedes.
Ernesto


Cari vecchi,
una volta ancora sento i miei talloni contro il costato di Ronzinante: mi rimetto in cammino con il mio scudo al braccio.
Sono passati quasi dieci anni da quando vi scrissi un’altra lettera di commiato. A quanto ricordo, mi lamentavo di non essere un miglior soldato e un miglior medico. Nulla è cambiato essenzialmente, salvo il fatto che sono molto più cosciente, il mio marxismo si è radicato e depurato. Credo nella lotta armata come unica soluzione per i popoli che lottano per liberarsi, e sono coerente con quello che credo. Molti mi diranno avventuriero, e lo sono; soltanto che lo sono di un tipo differente: di quelli che rischiano la pellaccia per dimostrare la loro verità.
Può darsi che questa sia l’ultima volta, la definitiva. Non cerco la morte ma rientra nel calcolo logico delle probabilità. Se così fosse, eccovi un ultimo abbraccio.
Vi ho molto amato, ma non ho saputo esprimere il mio affetto; sono, nelle mie azioni, estremamente drastico e credo che a volte non abbiate capito. Non era facile capirmi, d’altra parte: credetemi almeno oggi. Ora, una volontà che ho educato con amore di artista, sosterrà due
gambe molli e due polmoni stanchi. Riuscirò.

Ricordatevi, ogni tanto, di questo piccolo condottiero del secolo XX. Un bacio a Celia, a Roberto, a Juan Martin e a Pototin, a Beatriz, a tutti. A voi un grande abbraccio di figliol prodigo e ostinato.
Ernesto

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martedì 15 giugno 2010

Video estivo

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Mi sono messa a cercare qualcosa di veramente, ma veramente caliente e sexy... perchè è così l'estate! ed ecco qua cosa ho deciso di proporvi: alzate il volume, chiudete gli occhi e godetevi il viaggio!

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venerdì 7 maggio 2010

Ciacole on Facebook

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Personaggi e interpreti:


Io (in persona)





Lucy (la mia amica psicologa)









Caparezza














Guccini














Ch
arlie (ex alunna metallara)














Venerdì, giorno libero, pausa da ferro da stiro, vado a dare un’occhiata in Facebook e mi imbatto nel seguente link messo da una mia amica, che chiameremo Lucy:
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...

Io, presa da raptus polemico/ meteoropatico da giornata grigio-variabile primaverile, aggiungo il seguente commento:

"Complimenti all'operatore, che è riuscito a riprendere solo gli angoli belli evitando: discariche di RSU autorizzate e abusive, inceneritori, industrie altamente inquinanti e basi americane in costruzione... che sicuramente all'anatra in volo NON sono sfuggiti! Abitiamo in uno dei luoghi più inquinati al mondo e con i cartelli "mangia genuino, mangia vicentino" ci prendono pure per il culo!"


Lucy si affretta a cancellare il mio commento, poiché il link in questione è diretto al suo fidanzato (pugliese) che lei sta disperatamente cercando di convincere a trasferirsi a Vicenza.
Subentra quindi la solidarietà femminile, e mi piego alle sue (ottime) ragioni, tuttavia le ribadisco di essere piuttosto urtata dall’atteggiamento, che ritengo tipicamente veneto, di glorificare il proprio territorio, per poi subito dopo sacrificarlo in nome del dio denaro. A me sembra schizofrenia (no, in realtà è tutto estremamente coerente) e le suggerisco, dato che di mestiere fa la psicologa, di studiarlo un po’… al che lei mi risponde:

"Eh non solo veneto... non vedi la pubblicità... Mostra tutto sulla Puglia? i film di Rubini, i video dei Gruppi musicali? tutto bello...ma ti ricordi la canzone "vieni a ballare in puglia"? ehhhh purtroppo la realtà è quella lì.... non dicono mai che c'è la percentuale di tumori più alta d'Italia... che l'Enel (che ha la centrale) per comprarsi il fatto di poter inquinare l'aria, fa da sponsor alla squadra di basket.... Bello scambio per i brindisini... la salute per 2 partite di serie A .... ma loro son contenti e allora W Vendola ...."

e siccome io adoro Caparezza:
...


…

Convergiamo sull’opinione che l’Italia sia davvero un Paese unito, nonostante tutto (W Garibaldi!) e Lucy rincara la dose, citandomi il seguente testo:

"Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti,
buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese"
...

Che io nella mia ignoranza musicale scambio per un testo rap (ma poteva anche essere, senti che ritmo!) invece è di Guccini. Provate a immaginarvela con un ritmo più incalzante… magari do un’idea a qualche amico musicista…
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Nonostante l’argomento sia molto interessante, la mia pausa è finita, sulla barra di stato di FB annuncio a tutti che sto per rimettermi a stirare… ascoltando musica, naturalmente! E quale musica si adatta al ferro da stiro, più dell’heavy metal?
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La mia ex allieva più metallara clicca “mi piace”.

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mercoledì 5 maggio 2010

Resta con noi Signore la sera

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... e adesso ascoltate questa!

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La musica è praticamente la stessa!!! Ma la Chiesa Cattolica avrà pagato i diritti d'autore?
Io voglio i danni morali!!!
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venerdì 30 aprile 2010

Quiz a contenuto altamente culturale

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La cultura che ognuno di noi ha, non dipende solamente dagli studi intrapresi, ma anche ( o forse in prevalenza) dalle esperienze fatte, dalle persone incontrate, dai luoghi in cui si è stati.
È per questo che, se non siete stati bambini o adolescenti negli anni ’70, se non avete frequentato la vostra Parrocchia in quel periodo, se non avete cantato a squarciagola “Abramo non partire, non andare, non lasciare la tua terra, cosa speri di trova-a-a-ar…” , ascoltando questo geniale brano di Elio e le storie tese, vi divertirete la metà.
Io ho imparato quella canzone a nove anni, era tra i brani che dovevamo cantare durante la cerimonia della mia Prima Comunione.
La parte iniziale è presa da un brano di Renato Zero, il resto è un mix tra canzone napoletana, disco anni ’70 e due canti da messa, dei quali uno ve l’ho già segnalato io. Facciamo un bel quiz? Quante e quali sono le canzoni mixate in questo brano? Chi le indovina tutte vince il diploma di blogger – maestrino!

PS: fra due giorni è il turno di mio nipote Paolo, fare la Prima Comunione. Chissà che canzoni hanno insegnato a lui?
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giovedì 22 aprile 2010

Sicut cervus

...


Più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto poco conosco l’arte. Dovrebbe essere il mio mestiere, eppure sono cosciente di essere soltanto una dilettante… mi chiedo se non sia meglio così.
E, con la consapevolezza di essere una dilettante, mi sono fatta coraggio e ho deciso di affrontare l’argomento “musica”, che delle arti è quella che mi piace di più e che conosco di meno.
Ho letto in alcuni blog delle classifiche tipo “i dieci brani della mia vita”, o cose di questo genere. Avevo pensato di farlo anch’io, ma poi ho rinunciato, poi ci ho pensato di nuovo, poi ho tergiversato…
Alla fine ho deciso di pubblicare qualcosa, se mi piace, quando mi va, senza tentare di stilare classifiche impossibili.


Comincio da un brano che non mi aspettavo assolutamente di trovare su You Tube… un brano che, non ci crederete, ma ho cantato anch’io, una vita fa.
Naturalmente il coro polifonico di cui facevo parte non era all’altezza di questo, nella maniera più assoluta!
Quante prove, quante serate, per mesi e mesi, quanta fatica per imparare questo brano! Tutto a memoria, perché io non sono mai riuscita ad imparare a leggere la musica, purtroppo. Ma ne valeva la pena, perché a riascoltarlo, e in questa versione veramente magistrale, ho pianto come una bambina.
Non c’è niente che sappia emozionarmi quanto la musica, e non c’è niente come cantare in un coro, dove ti senti DENTRO la musica, circondato, sommerso, abbracciato come da un’onda, e quell’onda sei tu stesso a crearla, assieme ad altri, in una comunione che non ho mai sperimentato in nessun gruppo, assemblea, associazione di persone che non fosse un coro, nel momento in cui canta.


Sicut cervus desiderat
ad fontes aquarum
ita desiderat
anima mea
ad te Deus.
Come il cervo anela
alla fonte d’acqua
così la mia anima anela
a te, Dio. (Salmo 42)
...


(musica di Giovanni Pierluigi da Palestrina, 1525-1594)
...


...

mercoledì 13 gennaio 2010

L'eccezione

...(immagine dal web)

Soffro nel vederti infrangere

i principi sui quali era

salda un'esemplare dignita'

condizione inammissibile

la discutibile urgenza per cui

e' indispensabile

uniformarsi alla media.

Si dice che ad ogni rinuncia

corrisponda una contropartita

considerevole

ma l'eccezione e' la regola

insidia la norma

se e' vero che ad ogni rinuncia

corrisponde una contropartita

considerevole

privarsi dell'anima

comporterebbe una lauta ricompensa.

Soffro nel vederti compiere

bizzarre movenze indotte

da un burattinaio scaltro

non e' che sia una scelta ammirevole

fuggire lo sguardo

severo e vigile

della propria coscienza.

Si dice che ad ogni rinuncia

corrisponda una contropartita

considerevole

ma l'eccezione e' la regola

insidia la norma

se e' vero che ad ogni rinuncia

corrisponde una contropartita

considerevole

privarsi dell'anima

comporterebbe una lauta ricompensa.

Se e' vero che ad ogni rinuncia

corrisponde una contropartita

considerevole

privarsi dell'anima

comporterebbe una lauta ricompensa
comporterebbe una lauta ricompensa
...
(Carmen Consoli - L'eccezione)
...

martedì 8 dicembre 2009

Adeste fideles

...
(Giorgione - Natività)

L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, in molte case è tradizione dare il via alle decorazioni natalizie: chi fa il presepe, chi addobba l'albero... Nelle scuole, in realtà si inizia molto prima perchè organizzare le attività natalizie (decorazioni degli ambienti della scuola, preparazione del concerto, canti poesie, recite...) porta via un sacco di tempo.
Io di solito in questi giorni sono stressatissima, perchè devo allestire il presepe prima della giornata di ricevimento dei genitori, perchè nel mese di dicembre si accavallano un sacco di riunioni, consigli di classe ecc. e poi perchè io, probabilmente, in una vita precedente ero un ghiro, d'inverno ho sempre sonno e le energie sono agli sgoccioli!

Comunque, tra poco è Natale, inutile nascondercelo: è nell'aria... anche se negli ultimi anni faccio sempre più fatica a riconoscerlo. Troppa pubblicità, troppi Babbi Natale di plastica, luci psichedeliche al posto delle candeline... e poi le canzoni.
Lo scorso anno sono andata alla Messa di mezzanotte e mi sembrava di stare all Zecchino d'Oro. Le canzoni natalizie tradizionali non si cantano più... pezzi musicali di intensa, secolare bellezza, sostituiti da motivetti insulsi ed infantili. Non basta mettere insieme quattro note da jingle pubblicitario per fare un canto natalizio...

« Adeste fideles læti triumphantes,
venite, venite in Bethlehem.
Natum videte Regem angelorum.
Venite adoremus (ter)
Dominum.

En grege relicto humiles ad cunas,
vocati pastores adproperant,
et nos ovanti gradu festinemus.
Venite adoremus (ter)
Dominum.

Æterni Parentis splendorem æternum,
velatum sub carne videbimus,
Deum infantem pannis involutum.
Venite adoremus (ter)
Dominum.

Pro nobis egenum et fœno cubantem
piis foveamus amplexibus;
sic nos amantem quis non redamaret?
Venite adoremus (ter)
Dominum. »

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venerdì 17 luglio 2009

Il mio nemico

...

(perché certe volte mi sembra inutile dire una cosa se qualcun altro l'ha già detta molto meglio di quanto io potrei mai fare...)

Finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro spera
che tu ci provi ancora
perché poi gira e rigira gli serve solo una scusa
la fregatura è che c'è sempre un altro che paga
e c'è qualcuno che indaga per estirpare la piaga
però chissà come mai qualsiasi cosa accada
nel palazzo lontano nessuno fa una piega
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada

Se vuoi tirare tira
ma non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro giura
che ha la coscienza pura
ma sotto quella vernice ci sono squallide mura
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua
non si vede da qua
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua
non si vede da qua

Il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
Il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa

E se non hai morale
e se non hai passione
se nessun dubbio ti assale
perché la sola ragione che ti interessa avere
è una ragione sociale
ma soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
non farla nel mio nome
non farla nel mio nome
che non hai mani domandato la mia autorizzazione
se ti difenderai non farlo nel mio nome
che non hai mai domandato la mia opinione

Finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
(sparagli piero sparagli ora)
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
(sparagli piero sparagli ora)

Il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
Il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
Il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il potere non lo logora

Il mio nemico mi somiglia è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che da
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora
il potere non lo logora


Testo e musica: Daniele Silvestri
...

giovedì 9 luglio 2009

Confessione

...

"Caselli d’autostrada tutto il tempo si consuma
Ma Venere riappare sempre fresca dalla schiuma

La foto della scuola non mi assomiglia più

Ma i miei difetti sono tutti intatti

E ogni cicatrice è un autografo di Dio

Nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio

Per quanto mi identifichi nel battito di un altro
Sarà sempre attraverso questo cuore
..."


Jovanotti - Mezzogiorno - dall'album Safari

Lo confesso, non mi piaceva Jovanotti. E come avrebbe potuto? Guardate un po' com'era: un esaltato e pure stonato.



Negli anni '80 non gli avrei dato 2 lire. Anche se mi mettevo la maglietta del suo concerto (solo perchè me l'aveva regalata la mia migliore amica, sua grandissima fan... ma non me la sono mai presa con lei per questo!)
Non vi dico i lazzi e i frizzi da parte dei miei compagni di classe, quando la portavo, di solito durante le ore di educazione fisica... in effetti avrei anche potuto risparmiarmelo, di metterla a scuola...

No, non mi piaceva per niente, Jovanotti. Ma sto cambiando idea, e nonostante sia ancora (un po' meno) stonato, confesso che quando ho ascoltato "Mezzogiorno" l'ho trovata, da subito, una canzone bellissima.


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