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(Immagine dal web)Spesso dico scherzando di essere un po’ strega, ma ormai mi sono convinta che tutte le donne lo sono. Le mie amiche, sicuramente. Era da un po’ di tempo che Lorena mi consigliava di leggere questo libro:
“Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” di un certo
John Gray, e continuava a ricevere da me un secco rifiuto.
“è un libro sui rapporti di coppia, no? Che me ne faccio? Io sono single!”
“ma ti spiega come comunicano i maschi: il loro linguaggio è diverso da quello femminile, perciò spesso ci si fraintende…”
“so benissimo come comunicano i maschi. Non sono cresciuta con due fratelli maschi inutilmente.”
E via così… poi, sabato scorso, alla mia festa di compleanno, apro i regali e cosa trovo? Il libro di John Gray! Non da parte di Lorena, ma di altre due amiche, che non avevano mai visto Lorena prima di quella sera. A quel punto mi sono arresa. Devo proprio leggerlo, evidentemente.
Così ho iniziato. Classico manualetto americano. Come immaginavo, molti dei contenuti sono di una banalità sconcertante. Per esempio, l’autore dice che dentro ogni uomo si nasconde un “cavaliere dalla lucente armatura”, pronto a porgere aiuto e protezione alla “damigella in difficoltà” nascosta in ogni donna…
Bella scoperta. Lo sapevo già. Moltissimi degli uomini che conosco e frequento (tengo a precisare che gli uomini che frequento sono tutte bravissime persone) sono così. Se ho bisogno di aiuto, è sufficiente che io lo dica, i cavalieri arrivano. Al galoppo.
Quello che invece il signor Gray dimentica di dire, è che
ANCHE in ogni donna si nasconde un “cavaliere dalla lucente armatura” (e non solo la “damigella in difficoltà”).
Ogni donna che si sia sentita rifiutata o abbandonata, in un certo periodo della sua vita, o che semplicemente abbia ereditato un carattere particolarmente orgoglioso dai suoi avi, ha perennemente la spada sguainata. Gli uomini scappano di fronte a queste donne, perché si sentono superflui e poco apprezzati. Fintanto che non c’è un coinvolgimento emotivo, provano simpatia per queste strane “marziane”, anzi, direi quasi una sorta di cameratismo. Ma se per caso la “marziana” si innamora del “marziano”, lascia la corazza e torna ad essere una “venusiana” al 100%, allora cominciano i guai.
Beh, a volte cominciano anche prima! In realtà, a me questo libro serve davvero a poco, perché non ho nessuna difficoltà di comunicazione con i maschi che non hanno un coinvolgimento emotivo con me.
Invece, se c’è la possibilità di iniziare un rapporto, non mi serve lo stesso, perché il marziano in questione si defila con la velocità della luce.
Comunque non voglio stroncarlo del tutto, questo libro, perché vi sono contenute delle “chicche” per cui, tutto sommato, vale la pena di leggerlo. Si, insomma, John Gray mi sta insegnando qualcosa, lo ammetto. Per esempio, ieri sera mi ha colpito particolarmente questo passaggio:
“Gli uomini dicono di rado “mi dispiace” perché là su Marte ciò significa che hai fatto qualcosa di sbagliato e che ora ti stai scusando. Le donne invece utilizzano questa frase per significare “Nutro il massimo interesse per i tuoi sentimenti”. Ciò non significa che vogliono scusarsi per avere commesso un errore.”
Mi è successa questa cosa pochissimi giorni fa. Ho detto ad un marziano che mi dispiaceva che le cose fossero andate male tra noi, e gli ho chiesto scusa, dato che non vuole più vedermi. La sua risposta è stata:
“Non hai nulla di cui scusarti, non hai fatto niente di male.”
Non riuscivo a capire per quale motivo una tale risposta mi ferisse tanto. Ora lo so. In fin dei conti lo sapevo anch’io, di non aver fatto nulla di male. Scusarmi era un modo per fargli capire che comprendevo e rispettavo la sua idea di non vedermi più. Ma non è servito a niente… forse dovrebbero essere più gli uomini a leggere il libro di John Gray. Il linguaggio femminile, così ricco di sfumature e sottointesi è davvero troppo difficile per i marziani…
Comunque, anche per una donna, stare continuamente attenta a come comunicare in modo corretto con il suo extraterrestre preferito, è uno stress non indifferente! Ieri sera sono uscita con un amico, e per tutta la serata mi sono sentita tesa e preoccupata, mi chiedevo in continuazione come lui avrebbe interpretato il mio linguaggio “venusiano”, se in quel momento gli stavo trasmettendo abbastanza “approvazione” e “ammirazione” (sentimenti che effettivamente provo verso questa persona)!
Maledetto John Gray! Mi faccio troppo influenzare!
Per fortuna ad un certo punto ci siamo messi a parlare dei personaggi di “Desperate Housewives”, la serie televisiva che entrambi adoriamo… e finalmente ho capito: ecco cos’hanno di speciale i miei amici… sono un pizzico venusiani anche loro! A quel punto sono riuscita un pochino a rilassarmi e a dimenticare John Gray…
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