mercoledì 21 marzo 2012

The love song of J. Alfred Prufrock (parte I) - ripubblicazione -

Ho deciso di ripubblicare anche i 10 post con cui, nel 2009, ho commentato la lunga poesia di un grandissimo autore: T. S. Eliot. Un lungo lavoro che mi ha messo nelle condizioni di guardare dentro me stessa, in profondità. Questo è l'effetto che produce la vera poesia sull'animo umano. Così come tutta la vera Arte. Diventa per noi uno specchio dal quale emergono frammenti di sè che non conosciamo, o prendiamo poco in considerazione, o dei quali addirittura, a volte abbiamo paura. 
...


THE LOVE SONG OF J. ALFRED PRUFROCK

by: T.S. Eliot (1888-1965)



S'io credesse che mia risposta fosse A persona che mai tornasse al mondo,
Questa fiamma staria senza più scosse.
Ma perciocché giammai di questa fondo Non tornò vivo alcun, s'i' odo il vero,
Senza tema d'infamia ti rispondo.





Let us go then, you and I,
When the evening is spread out against the sky
Like a patient etherized upon a table;
Let us go, through certain half-deserted streets,
The muttering retreats
Of restless nights in one-night cheap hotels
And sawdust restaurants with oyster-shells:
Streets that follow like a tedious argument
Of insidious intent
To lead you to an overwhelming question ...
Oh, do not ask, "What is it?"


Let us go and make our visit.




Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock (1917)

Allora andiamo, tu ed io,

Quando la sera si stende contro il cielo

Come un paziente eterizzato disteso su una tavola;

Andiamo, per certe strade semideserte,

Mormoranti ricoveri

Di notti senza riposo in alberghi di passo a poco prezzo

E ristoranti pieni di segatura e gusci d'ostriche;

Strade che si succedono come un tedioso argomento

Con l'insidioso proposito

Di condurti a domande che opprimono...

Oh, non chiedere « Cosa? »


Andiamo a fare la nostra visita.





Non chiedetemi perché mi piace Eliot, non ve lo saprei dire. Me l’hanno chiesto anche all’esame di Maturità al Liceo (e mi era stato detto: “te lo chiederanno, perché ti piace”) ed ho fatto la pessima figura di non saperlo spiegare, nemmeno parlando in italiano…
Anche all’Accademia di Belle Arti, ho fatto una pessima figura grazie ad Eliot: il lavoro di illustrazione di “The love song of J. Alfred Prufrock” è quasi sicuramente il più brutto di tutta la mia carriera di studentessa… eppure io amo questo autore, amo questa poesia e per illustrarla avevo messo tutto l’impegno possibile…


Il professore di Letteratura se ne accorse subito: chiuse il book che avevo preparato con tanta fatica durante l’estate e mi interrogò per oltre un’ora, su tutti gli autori che aveva spiegato durante l’anno… escluso T. S. Eliot.


Me ne uscii dall’aula con un trenta sul libretto, ma sconsolata e delusa: let us go then, you and I… perché amo tanto Eliot? Cos’è questa tensione che riesce a trasmettermi? Questa malinconia? E perché non riesco, io, pittrice, a tradurre in immagini queste, che sono immagini/ parole/ immagini, poesia visiva?


Streets that follow like a tedious argument
Of insidious intent
To lead you to an overwhelming question ... qual è la domanda opprimente?





Oh, do not ask, "What is it?"





(...continua)

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