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(Costantino Kavafis - immagine dal web)A cosa cavolo serve ammalarsi?
È una grossa, grossissima seccatura… prima cosa perché si sta male, ok, è banale dirlo, ma è così. Si fa presto, quando si sta bene, a dire: ah, potessi starmene sotto le coperte, al calduccio, invece che alzarmi e andare al lavoro!
Si, ma se stai male, neanche il letto è più tanto piacevole…
E poi si deve andare dal medico.
Due ore e mezzo di ambulatorio mi sono fatta, stamattina.
Il mio medico è una sagoma… mi ha accolta tutto entusiasta:
“Ah, signora Bagatella! È da un po’ che non ci vediamo!”“Scusi, dottore, ma sa com’è… cerco di venirci il meno possibile, qui…”Lui, senza cogliere la sottile ironia, ha ribattuto:
“Bene, bene!” (bene?)
“Cosa posso fare per te?” (il “signora” di prima era una battuta…)
“Credo di avere il Fuoco di S. Antonio”Finalmente l’ho visto fare un salto sulla sedia e si è affrettato a visitarmi…
Bene.
Per fortuna che mi ero portata un libro, mentre aspettavo… è stato l’unica parte positiva della mattinata. L’ho scelto dalla libreria, non troppo grosso se no in borsa pesava. Un libro di poesie, comprato tanto di quel tempo fa… e mai letto.
Il poeta si chiama
Costantino Kavafis, e non è niente male. Sulla prefazione c’è scritto che due suoi grandi ammiratori erano T. S. Eliot (e la cosa me l’ha reso subito simpatico) e Pasolini. Ecco a che è servito ammalarmi, stavolta… ho scoperto un nuovo poeta, sentirete presto parlare di lui su questo blog.
Beh, dai… è servito anche a darmi l’occasione per riposarmi un po’… quella sagoma del mio dottore mi ha ordinato un antivirale e di stare a casa da scuola per tutta la settimana. Se non facesse così male, questo Herpes Zoster, sarei anche contenta…
PS: quando ho visto la sua foto ci sono rimasta male, lo ammetto... non che gli altri poeti fossero delle gran bellezze, ma questo qui... mamma mia... ad ogni modo, quando pubblicherò qualche sua poesia, vedrete che ne dimenticherete la faccia... spero. Forse era meglio se pubblicavo una foto dell'Herpes Zoster......