martedì 13 ottobre 2009

Intervista con me stessa (3)

...
(immagine dal web)
“L’acqua è un bene preziosissimo, da proteggere assolutamente. Cerco di recuperarla quando posso, ad esempio, quando lavo la verdura, conservo l’acqua per dar da bere ai vasi sul terrazzo. E chiudo il rubinetto mentre mi insapono sotto la doccia. Eppure, cavoli, non avete idea di quanto mi manchi la mia vasca da bagno!”

(da: “Intervista con me stessa” – M. B. settembre 2009)

PS: mai entrata nella vasca con le scarpe... e anche se fosse... sarebbero da ginnastica! è che mi piaceva la foto... :-P
...

lunedì 12 ottobre 2009

Kavafis

...
(Costantino Kavafis - immagine dal web)


A cosa cavolo serve ammalarsi?
È una grossa, grossissima seccatura… prima cosa perché si sta male, ok, è banale dirlo, ma è così. Si fa presto, quando si sta bene, a dire: ah, potessi starmene sotto le coperte, al calduccio, invece che alzarmi e andare al lavoro!
Si, ma se stai male, neanche il letto è più tanto piacevole…
E poi si deve andare dal medico.
Due ore e mezzo di ambulatorio mi sono fatta, stamattina.
Il mio medico è una sagoma… mi ha accolta tutto entusiasta:

“Ah, signora Bagatella! È da un po’ che non ci vediamo!”
“Scusi, dottore, ma sa com’è… cerco di venirci il meno possibile, qui…”

Lui, senza cogliere la sottile ironia, ha ribattuto:

“Bene, bene!” (bene?) “Cosa posso fare per te?” (il “signora” di prima era una battuta…)
“Credo di avere il Fuoco di S. Antonio”

Finalmente l’ho visto fare un salto sulla sedia e si è affrettato a visitarmi…
Bene.
Per fortuna che mi ero portata un libro, mentre aspettavo… è stato l’unica parte positiva della mattinata. L’ho scelto dalla libreria, non troppo grosso se no in borsa pesava. Un libro di poesie, comprato tanto di quel tempo fa… e mai letto.

Il poeta si chiama Costantino Kavafis, e non è niente male. Sulla prefazione c’è scritto che due suoi grandi ammiratori erano T. S. Eliot (e la cosa me l’ha reso subito simpatico) e Pasolini. Ecco a che è servito ammalarmi, stavolta… ho scoperto un nuovo poeta, sentirete presto parlare di lui su questo blog.

Beh, dai… è servito anche a darmi l’occasione per riposarmi un po’… quella sagoma del mio dottore mi ha ordinato un antivirale e di stare a casa da scuola per tutta la settimana. Se non facesse così male, questo Herpes Zoster, sarei anche contenta…

PS: quando ho visto la sua foto ci sono rimasta male, lo ammetto... non che gli altri poeti fossero delle gran bellezze, ma questo qui... mamma mia... ad ogni modo, quando pubblicherò qualche sua poesia, vedrete che ne dimenticherete la faccia... spero. Forse era meglio se pubblicavo una foto dell'Herpes Zoster...
...

sabato 10 ottobre 2009

Nobel ad un sogno

...Alfred Nobel - immagine da web


Da quanto tempo ho iniziato a pensare che i sogni siano qualcosa di concreto, reale? Non lo so esattamente, è stata una presa di coscienza graduale. Di solito però non lo dico apertamente, ho sempre paura che la gente mi creda pazza.
Ora non più. Un serio comitato come quello che attribuisce i premi Nobel lo ha appena certificato.

Il premio Nobel per la Pace è un premio attribuito alla capacità che ha avuto il Presidente Obama di far sognare un’intera Nazione, prima, il Mondo intero, conseguentemente.
Si, perché, diciamocelo, le obiezioni che sono state avanzate sono abbastanza corrette: lui di concreto, finora, non ha ottenuto nulla, non ne ha avuto il tempo.
Eppure, chi lo dice che i sogni siano solamente entità astratte?

Sono convinta che avere un sogno sia il primo passo fondamentale per il raggiungimento di qualcosa, qualunque cosa. Fare in modo che il Mondo sogni la Pace è indispensabile per ottenerla davvero. Condizione necessaria, anche se non sufficiente.

In realtà, in questo momento non vorrei essere nei panni di Obama… ora ha una grossa responsabilità verso questo sogno. E non dimentichiamo che il Mondo è pieno di gente che fa incubi di guerra.

Sogno contro Incubo, chi vincerà?

Non smettiamo di sognare, né di lavorare concretamente, ognuno nel nostro piccolo, per realizzare i nostri sogni. Solo se saremo caparbi, se non ci lasceremo scoraggiare, riusciremo a renderli tangibili.
...

mercoledì 7 ottobre 2009

Autoritratto con la canottiera rossa

...Autoritratto con la canottiera rossa - olio su tela, Mara Bagatella, 1996

È un mucchio enorme. Cerco di ignorarlo, ma ho l’impressione che sia lui a guardarmi. Che mi chiami. È il mucchio della biancheria da stirare.
Di settimana in settimana aumenta invece di calare, perché lavo e stendo molta più roba di quella che riesco a stirare e mettere via… eppure a me piace stirare, è un lavoro pesante fisicamente ma rilassante mentalmente.
Mi piace stirare con la radio accesa, con la musica a volume alto. Oppure nel silenzio assoluto, e allora finisce che mi metto a cantare io. Mi piace ascoltare la mia voce mentre canto, mi ricorda i tempi in cui facevo parte del Coro.

Capperi, ho ancora un sacco di roba estiva da stirare e mettere via… ma proprio tanta.

L’altro giorno ho stirato la canottiera rossa.
Si, quella dell’autoritratto. È vecchissima, chissà quanti anni ha. È stata acquistata, assieme ad un’altra, identica, da due sorelle. Si somigliavano molto e a loro piaceva uscire vestite allo stesso modo. Poi è passato del tempo, si sono sposate, forse sono ingrassate, forse la moda è cambiata, fatto sta che le due canottiere rosse sono state regalate alla figlia - nipote delle due.
Questa ragazza ed io siamo diventate molto amiche, anni fa, e una delle due canottiere è passata a me.
Una cosa simbolica. Un pegno di amicizia, anzi, di sorellanza.

Un’amicizia che non è durata quanto speravo… ma la canottiera si. La metto ancora. Ha un ché… indistruttibile, inossidabile.
Certo che erano fatti di un’altra stoffa, i capi di una volta…

...

domenica 4 ottobre 2009

Una strana giornata d'autunno

...

(immagine dal web)


Ho passato una strana giornata oggi. Non ve la racconterò tutta, perchè potrebbe essere noiosa... soltanto un pezzettino, piccolo piccolo... di quel quarto d'ora che sono uscita quatta quatta dall'agriturismo, con la scusa di una sigaretta... e mi sono ritrovata a raccogliere castagne, come quando ero piccola.

La giornata era splendida. Il cielo azzurro. L'albero grande e ancora verde. Per terra i ricci e le castagne, piccole, marroni e lucenti.

All'inizio le ho guardate e basta. Poi ne ho raccolte un paio... e alla fine mi sono ritrovata con la borsa (quella bella, che porto solo in occasione delle feste!) piena di castagne. Ne ho anche assaggiata una... terribile, il gusto crudo, acerbo...
Lo sapevo, ma volevo ricordarmi che gusto avevano, lo stesso gusto di tanti anni fa, quando ero bambina e le mangiavo anche così, crude.

I bambini non sanno aspettare, si sa...
...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...