sabato 16 giugno 2012

Un Uomo Libero

foto dal web

"Sono un Uomo Libero,
Perché non sono prigioniero della gelosia,
Perché non sono ossessionato dalle donne perfette,
Perché quando amo, faccio le carezze e non do le botte,
Perché sono un Padre e, come una Madre, sono sempre presente,
Perché il mio amore non é condizionato dal sesso,
Perché non sono Ken e non ho bisogno di Barbie,
Sono un uomo, perché non imprigiono una donna libera."

(Collettivo ApartriarKales)



Traduzione di Bruna Stornaiolo

13 commenti:

  1. Però qualcuno mi spieghi perchè le donne non amano gli uomini liberi.

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  2. Quali donne? le donne libere amano moltissimo gli uomini liberi, te lo assicuro... ma quante donne veramente libere ci sono in giro secondo te? Libere dagli stereotipi che questa società profondamente maschilista ci impone fin da quando nasciamo?
    Ti racconto un piccolo episodio, tanto per farti un esempio. In classe, (terza media, non hanno ancora 14 anni) un ragazzino si gira verso una compagna e le dice: "stai zitta tu, che sei una donna!" Il professore (lo conosco non dubito del suo racconto) si arrabbia molto, sgrida il ragazzino... e la ragazza, si rivolge al professore difendendo il suo compagno, sbalordita dal rimprovero e per nulla offesa dalle parole del compagno!

    Io faccio l'insegnante e ne vedo tanti di questi comportamenti, ti assicuro che il femminismo non esiste per le nuove generazioni, stiamo tirando su gente convinta che le donne siano involucri con l'unico dovere di essere piacevoli. E le ragazze ne sono convinte ancora più dei ragazzi.
    Chi glielo sta insegnando? Le famiglie, gente della mia età.
    Questi sono gli italiani.
    Poi ci sono gli stranieri, che per cultura e convinzioni religiose sono ancora più indietro...
    A me il futuro fa paura...

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    1. Anche a me Mara, e quello che racconti è terribile: se ne deduce che i maschi sono mediamente e normalmente stronzi e limitati e che continueranno ad esserlo cresciuti alla scuola di donne ancora più stronze e "criminali".
      Ti dico con franchezza che la colpa in gran parte è proprio delle donne e che spesso altre donne hanno loro come ostacoli più grandi all'emancipazione. Aggiungo che il problema esclude la tessera politica con alcune grosse sorprese. Ciao

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    2. Caro Enzo, in un Paese in cui viene uccisa una donna ogni due giorni, da mariti, fidanzati, ex, definire "criminali" le donne (anche se tra virgolette) mi pare quantomai inopportuno.

      Siccome so che con la lingua italiana sei molto più bravo di me, vorrei che ti spiegassi in modo diverso, perchè penso che tu ti sia espresso così magari per la fretta che abbiamo un po' tutti quando scriviamo su Internet.
      Che le donne (in generale) abbiano delle responsabilità per la situazione sociale in cui siamo ridotti, è sicuramente vero, la colpa è di tutt* quell* che non si svegliano, che non reagiscono, che non tentano in nessun modo di cambiare lo stato delle cose.

      Ma non sono d'accordo nella deresponsabilizzazione dei maschi, non sono d'accordo in questa visione del "maschio limitato" che non si rende conto, che fa quello che fa perchè è dominato più dall'istinto che dalla ragione. Questo è un altro stereotipo da combattere, altrimenti non ne verremo fuori mai.

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    3. Le virgolette erano le mie scuse preventive per quell'aggettivo così forte. Io non intendo deresponsabilizzare nessun maschio ma dico che dietro ogni maschio giovane c'è una madre più anziana e una nonna...dovrebbe esserci anche un padre a dire il vero però le 2 donne massacrate al dì ci sono lo stesso. Ci sono per una cultura criminale che assegna per partito preso alle donne un ruolo, ci sono perchè le donne che possono, che stanno in luoghi "giusti" non fanno abbastanza anzi spesso lavorano al contrario. Mi riferisco alle donne emancipate e sole, a quelle colte e isolate. A quelle ideologizzate che non hanno mai detto nulla verso le culture come quella islamica per esempio, che no si sono mai mosse con la virulenza che usano verso i maschi occidentali nei confronti di altre culture che entrano e si stabilizzano da noi contravvenendo alle più elementari regole del vivere civile. Mai una rivolta mai una decisione legislativa forte, mai un insulto a muso duro verso l'ideologo di turno ( magari col turbante). Io voglio vedere quello, voglio vedere le madri che dicono ai loro figli maschi cosa e come ci si comporta verso le donne e glielo dimostrino col loro atteggiamento. Si inizia da piccoli a pensare che una ragazza sia proprietà di qualcuno, si inizia da piccole a desiderare che lo stronzetto di turno sia geloso di te a dimostrazione di quanto ti ama.
      I maschi non sono deresponsabilizzati sono male educati nella gran parte dei casi; gli altri sono considerati dalle donne, dalla stragrande maggioranza di esse, meno maschi, meno interessanti,meno rassicuranti. E stanno soli. Questa è la mia esperienza vissuta negli anni che vanno dal 1966 ad oggi. Non pretendo sia l'unica ma mi hai chiesto una spiegazione più ampia ed eccola qui.

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    4. Si Enzo, era quello che volevo e ti ringrazio di questa spiegazione. Ne conosco anch'io di uomini così, persone vere, "uomini liberi" come quello descritto nel post che ho pubblicato... e che poi sono soli, poco considerati dalla maggior parte delle donne.
      Mi sono sempre chiesta il perchè.
      Tuttavia ho l'impressione che le cose comincino a cambiare, per qualcuno. Anche se è ancora vero che molte ragazzine aspirano a diventare le "pupe del boss", comincio anche a vedere dei maschi che hanno trascorso un'adolescenza e una giovinezza da "poco considerati" che adesso sono corteggiati, e pazienza se hanno 40 anni... uomini e donne maturano.
      Meglio tardi che mai.

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    5. La lettura di questo tuo post assieme ad altri trovati in rete, unita alle mie esperienze personali mi sono state da stimolo per una cosa scritta su Omologazione. Lì mi sono permesso di citarti, lì c'è l'altra parte del discorso. Ciao Mara.

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  3. Non è che... che essere "soli" e "non" amati non sia poi una disgrazia?
    Non è che... che non avere a fianco una donna a tutti i costi non sia poi una disgrazia?
    Se rimanere soli e non amati dovesse essere la pregiudiziale per essere emancipati e rispettosi della persona che è in una donna allora lo preferirei.
    Devo ringraziare Mamma per questo? Non so.
    Devo ringraziare Papà per questo? Ancora non so.
    So di certo per esperienza, che aver vissuto vicino a diverse donne in diverse realtà, mi fa dire che l'intelligenza non ha sesso.

    p.s.: in realtà non ho bisogno di ringraziare mamma e papà per questo, loro sanno.

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    1. "l'intelligenza non ha sesso" quanto è vero...

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  4. Sono d'accordo con voi...
    Peccato che gli uomini liberi raramente incontrano le donne libere e viceversa.
    E' sfiga?
    O piuttosto la maturità arriva sempre troppo tardi?
    Credo, ma potrei sbagliarmi, sia un fenomeno diffuso soprattutto da noi in Italia, dove l'apparire conta più dell'essere.

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  5. Non so se Mara nel inserire questo post, immaginava di vedere quanti e quali commenti, pubblicati anche nei blog personali di chi è intervenuto nella discussione, avrebbe suscitato, sono convinto di no, al contrario penso che nel leggere quelle righe Lei fosse contenta di quelle parole.
    Riprendendo il commento di TereZa letto sul blog di Enzo Rasi sulla incapacità di relazionarci, è vero la difficoltà di conoscervi oltre il sesso è forte, quanto la difficoltà da parte vostra di accettarci per quello che il tempo ha prodotto nel nostro dna, anche considerando solo le positività del carattere maschile, ma essere donna o uomo viene dopo l'Essere persona, credo che in questo stia la chiave che può far scaturire il modo giusto dello stare inseme e del camminare a fianco. Imparare insieme a rallentare o ad accellerare, non far andare l'altro troppo avanti o troppo indietro, non attendere che sia l'altro a farlo. Non credo che ritornare ad essere "più all'inizio" del genere umano possa considerarsi la soluzione, almeno quanto invece non possa essere quella di riscoprire la dimensione dell'infanzia. E' in effetti quella dimensione ancora priva dei condizionamenti 'adulti' della cultura maschile e femminile.
    Tempo fa a proposito delle capacità dei bambini a relazionare tra loro scrivevo: "Eh sì, loro sanno come fare, la verità è che nei nostri rapporti di amicizia, dovremmo imparare da loro, per lo meno a non avere rancore. Loro invece nisba, sono istintivi, osservateli e vedrete che quando un loro amichetto è triste, non aspettano che gli passi, vanno vicino e chiedono: che c’è, perché sei triste?
    Noi invece abbiamo troppa intelligenza, troppa diplomazia o troppo veleno. Che vadano a farsi fottere ognuna di queste cose. Come unico vero antidoto dovremmo imparare ad attraccare alle varie 'isole' che incontriamo e approdarci, stendere il corpo sulla sabbia e lasciare che al nostro corpo rimangano appiccicati quanti più granelli possibili."

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    1. Ogni tanto capita che un post susciti più interesse di altri, più discussioni di altri... ogni tanto.

      Ci sono stati post che hanno suscitato interessanti discussioni, come questo, altri che non hanno avuto nessun commento.
      Altri ancora sono stati plagiati...
      Sinceramente non ho ancora capito a cosa siano dovute queste differenze, non sempre dipende dalla effettiva validità di ciò che pubblico.
      A volte mi sembra sia solo questione di fortuna, pubblicare qualcosa al momento giusto, con le persone giuste a leggere e commentare... misteri del web...

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  6. << dovremmo imparare ad attraccare alle varie 'isole' che incontriamo e approdarci, stendere il corpo sulla sabbia e lasciare che al nostro corpo rimangano appiccicati quanti più granelli possibili >>. Bellissime parole! ;)

    qualche giorno fa ero disteso sulla spiaggia, mentre mia figlia i granelli di sabbia se li mangiava, a mia insaputa! finito il pasto, ha gattonato verso un bambino, incuriosita dai suoi giochi colorati (essenzialmente delle palettine e dei rastrellini rossi e arancioni).

    io la chiamavo, ma lei faceva finta di non sentire (ha un anno, capisce già tutto!).

    raggiunto l'obiettivo ha fatto un sorrisone a due denti all'altro bambino mentre con il ditino indicava il "suo" (concetto naturale di proprietà) rastrellino. l'altro nanetto l'ha osservata senza dire nulla e per la legge naturale del silenzio-assenso, mia figlia ha preso il rastrellino e ha cominciato a giocare, raccogliendo sabbia e portandosela alla bocca, evidentemente non ancora sazia.

    c'è tanta più filosofia in un bambino di quanta ne possiamo immaginare noi poveri adulti ...

    ;)
    max

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