martedì 14 luglio 2015

Torino

A Torino mi toccherà per forza di tornare.
Ci sono stata con un caldo torrido che ha messo in difficoltà sia me sia chi mi ospitava, così non ho potuto vedere quasi nulla.

Ho scattato qualche foto un po' di corsa, poco convinta che potessero venire bene sotto quel cielo latteo e pesante da giornate estive e afose.
Però, quando le ho sviluppate in bianco e nero, mi sono resa conto che descrivono perfettamente l'impressione di austerità e vastità che mi ha lasciato Torino.

A riguardarle ora mi rendo conto di non ricordare con precisione il nome delle piazze, o dei monumenti che ho ritratto, a parte Superga e il Castello del Valentino.

Ma poco male, perché, come ho già detto, ci tornerò, poco ma sicuro.

Tornerò e riguarderò tutto quanto con calma, e forse ci capirò qualcosa, di questa strana città, o forse no, e allora deciderò di tornarci un'altra volta.
Perché, una cosa è certa: Torino è davvero magica come dicono.

Lo si avverte distintamente, anche se non è facile da spiegare.

Sarà che è così vasta da darti l'impressione di essere vuota nonostante ci sia gente.
Che i viali sono così lunghi e dritti da somigliare a quadri di De Chirico.

Che ci trovi cose che non ti aspetteresti mai, come ad esempio castelli medievali e palazzi dalle facciate completamente rivestite da decorazioni in cotto.


Questo, solo per parlare della città.
Delle persone di Torino che ho incontrato non parlerò, ma sono ciò che di più magico ho trovato nel mio viaggio.






Basilica di Superga, Torino

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